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Sono passati ormai 12 anni dall'approvazione del primo approccio allo scambio di informazioni tecniche tra CEN e ISO (Accordo di Lisbona). Da allora una serie di iniziative hanno avvicinato sempre più i due organismi. Inizialmente è stato posto il problema della contemporaneità e duplicazione dei lavori normativi, che vedeva spesso riuniti ai tavoli europei ed internazionali esperti che dibattevano argomenti già trattati. Così si trovavano nelle riunioni plenarie di CEN e ISO le medesime delegazioni rappresentanti gli enti di normazione europei a dover ripetere discussioni già avvenute ai diversi livelli. Sotto la spinta di una esigenza ovviamente europea, nel 1991 è stato pubblicato un accordo siglato dall'Assemblea Generale del CEN e dal Consiglio ISO, noto come Accordo di Vienna.
Quest'anno si è festeggiato quindi il cosiddetto Vienna Agreement, ed il CEN ha celebrato l'evento con una conferenza organizzata dall'ON nella capitale austriaca il 16 novembre u.s.. L'accordo riconosce all'ISO la priorità delle norme internazionali, in linea con le indicazioni della World Trade Organization. Riconosce inoltre che particolari esigenze europee possono indirizzare verso l'elaborazione di norme non richieste a livello internazionale. Vi sono anche casi in cui i caratteri di urgenza siano predominanti a livello europeo. Si individuano così due meccanismi di intervento che conferiscono la conduzione dei lavori a Segreterie di Comitati ISO oppure di Comitati CEN, per i quali, comunque, i documenti sviluppati in un ambito sono sottoposti ad approvazione all'altro livello. Dal punto di vista strettamente gestionale, c'è da osservare che, in molti casi, le Segreterie sono comunque gestite dagli stessi enti di normazione europei. E in esse, spesso sono gli stessi segretari che gestiscono i corrispondenti Comitati Tecnici. In pratica, l'accordo non sposta le competenze funzionali.
Sin dall'inizio era prevedibile che i benefici risultati dall'accordo sarebbero stati i seguenti:
- migliorare la trasparenza dei lavori tra membri ISO e CEN; in particolare USA e Giappone potevano avere una maggiore visibilità delle problematiche del mercato europeo;
- evitare la duplicazione dei lavori e delle strutture tecniche, focalizzando il contributo degli esperti europei ad un solo livello;
- aumentare la velocità di elaborazione, la disponibilità e la manutenzione delle norme con un processo consensuale unico.
Per ottenere questi risultati CEN e ISO hanno lavorato molto in questi anni per armonizzare le regole e gli strumenti in uso presso le Segreterie. Ciò è andato a beneficio degli enti di normazione che trovavano una facilitazione nello svolgimento della propria attività, non dovendo più "girare l'interruttore" ogni volta che passano dal processo CEN a quello ISO. In particolare si cita la rivisitazione delle Direttive ISO e delle Regole Interne CEN, soprattutto nella Parte 3 sulle regole di stesura delle norme, oggi completamente unificate. A seguire è stato definito uno strumento unico per l'elaborazione delle norme, siano esse ISO o EN, basato su mastri in ambienti elettronici di elaborazione testi, che ripropongono la struttura delle norme (scopo e campo di applicazione, riferimenti normativi, termini e definizioni, ecc.) e contengono le frasi tipo in alcuni capitoli caratteristici. Sono anche state allineate nella sostanza le procedure di lavoro, mediante la creazione a livello ISO di una fase di voto simile al CEN, individuata con i documenti di tipo ISO/FDIS (Final Draft International Standard); fra poco anche il CEN adotterà la denominazione FprEN per tale fase del processo. è un lungo costante minuzioso lavoro di scambio di proposte e opinioni tra il management tecnico e amministrativo di Ginevra e quello di Bruxelles.
L'accordo si basa sui principi seguenti, in modo da garantire l'autonomia amministrativa dei due enti, ma comunque da legarli per mezzo di un allineamento delle procedure tecniche. In particolare, nell'inquadramento generale del rispetto della trasparenza, l'apertura, la coerenza e l'imparzialità:
- la cooperazione tecnica viene espletata nel quadro dei rispettivi regolamenti, politiche e procedure;
- l'ISO rispetta il fondamento del CEN che si basa su un processo decisionale tecnico che coinvolge tutti i suoi membri e la regola di ritiro delle norme in contrasto a livello nazionale;
- l'elaborazione dei progetti di norma deve essere sostenuta da un doppio processo parallelo di approvazione consensuale che in contemporanea porti alla pubblicazione sincronizzata delle norme ISO e EN ISO, mediante la scelta di operare su un unico tavolo di discussione, preferibilmente a conduzione ISO;
- se i risultati attesi non vengono raggiunti secondo una delle parti, in particolare nell'avanzamento dei lavori, la parte insoddisfatta può decidere di svincolarsi dall'accordo e di operare separatamente.
I lavori di cooperazione si svolgono mediante un regolare scambio di informazioni, per quanto riguarda elenchi di norme pubblicate e progetti allo studio, adottando a livello europeo le norme ISO pubblicate, oppure mediante la gestione di rappresentanze incrociate nelle riunioni plenarie di TC e, soprattutto, mediante il trasferimento dei lavori (Work Item), preferibilmente da CEN a ISO (Segreteria Tecnica presso un Comitato ISO). Si osserva quindi che l'accordo presenta un approccio molto puntuale, in quanto non si ferma alle alte strategie o a livello di Comitato Tecnico, ma si sviluppa nell'ambito dell'analisi dei programmi di lavoro e dei singoli progetti allo studio che, caso per caso, vengono analizzati in parallelo. Il Business Plan si rivela allora un documento prezioso per la conoscenza dell'inquadramento della normazione europea in ambito internazionale, essendo appositamente prevista una sezione dedicata a tale scopo. Esso costituisce uno strumento indispensabile per la programmazione dell'attività e la gestione delle Segreterie Tecniche. Ideato dal CEN per mezzo di un apposito progetto che ha visto anche la partecipazione di UNI, l'idea del Business Plan e la sua realizzazione pratica, compresi gli strumenti elettronici di supporto, sono stati recentemente adottati anche dall'ISO, a dimostrazione della sempre più stretta collaborazione tra le due organizzazioni.
In definitiva si individuano i seguenti livelli di applicazione dell'Accordo di Vienna, denominate "forme di cooperazione":
- lo scambio di informazioni per corrispondenza, sia a livello di Segreterie Centrali che a livello di Comitati Tecnici;
- la partecipazione diretta di delegati (Membri liaison) provenienti dai corrispondenti Comitati Tecnici CEN (in ISO) e ISO (in CEN);
- l'adozione a livello europeo di norme ISO già pubblicate; è stata definita un'apposita procedura che consente l'approvazione veloce di tale forma di documento, nota quale Questionario Preliminare (PQ);
- infine, ma chiaramente la possibilità più interessante, la procedura di elaborazione e approvazione parallela, che conferisce i lavori a CEN o ISO, mantenendo delle fasi di verifica (inchiesta pubblica e voto formale) per il contemporaneo avanzamento dei lavori.
Il risultato di questo accordo si vede tutti i giorni: il 40% delle norme europee ratificate sono adozioni senza modifiche di norme ISO (forse la sigla EN ISO 9000 ci dice qualcosa!). Di queste, il 45% derivano da procedura parallela a conduzione ISO, il 19% a conduzione CEN e il rimanente 36% sono adozioni dirette di norme ISO precedentemente pubblicate.
Ci sono però due aspetti delicati che meritano di essere menzionati. Il primo riguarda il problema linguistico. Le regole CEN aggiungono la lingua tedesca quale lingua ufficiale a fianco di inglese e francese, già previste dall'ISO. Le procedure di traduzione in ambito europeo portano spesso alla pubblicazione ritardata della sola versione tedesca. Il secondo riguarda le norme candidate armonizzate, i cui requisiti rispondono a direttive europee, per cui il CEN deve predisporre un'apposita appendice, denominata ZA, non presente nella versione ISO. Tale processo talvolta ritarda la pubblicazione delle norme europee rispetto a quelle internazionali con conseguente ritardo nel recepimento nazionale. è chiaro quindi che in 10 anni si è fatto tanto ma altre questioni dovranno essere dibattute per migliorare ancora il processo.
Infine si fa presente che nel frattempo CEN e ISO hanno anche unificato le tipologie di documenti normativi che producono [norme, specifiche tecniche (TS), rapporti tecnici (TR), Workshop (WA)] e hanno definito le regole di migrazione di questi dal livello internazionale a quello europeo, e viceversa.
Come è stato spesso riportato sulle nostre pagine, il futuro guarda alla possibilità di estendere l'attività di discussione delle norme dai tavoli fisici agli ambienti telematici. Il cosiddetto Comitato Elettronico sta diventando una realtà a seguito del grosso contributo dato dal CEN con il progetto INES che, tra gli altri, ha visto l'UNI impegnato in prima linea. La palla è ora passata all'ISO: il progetto ISO/TC 2000 è quasi concluso e si trasformerà nel prossimo futuro nella grande rete per la normazione, coinvolgendo tutte le segreterie e gli esperti nel mondo. A quel punto il CEN erediterà il frutto di tali lavori. L'esempio dell'unificazione dei processi e dei prodotti deve arrivare da chi la promuove in tutto il mondo.
Ruggero Lensi
Coordinatore Attività di Normazione UNI
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10 years of Vienna Agreement
The agreement sets out two essential modes for collaborative development of standards: the mode under ISO lead and the mode under CEN lead, in which documents developed within one body are notified for the simultaneous approval by the other. Benefits resulting from the Agreement include the increasing transparency of work ongoing in CEN to ISO members, and their possibility to influence the content of CEN standards, the avoidance of duplication of work and structures, thus allowing expertise to be focused and used in an efficient way to the benefit of international standardization and the increasing the speed of elaboration, availability and maintenance of standards through a need to establish consensus only once.
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