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Un investimento di 1,2 milioni di marchi; quasi tre anni di lavoro; un "panel" di oltre quattromila aziende selezionate in Germania, Austria e Svizzera in rappresentanza dei dieci settori più importanti dell'economia (dall'ingegneria all'information technology); un rapporto finale di 1.700 pagine: queste sono le cifre di una ricerca che il consiglio di presidenza del DIN, l'ente tedesco di normazione, ha commissionato allo scopo di valutare in che misura lo sviluppo delle norme tecniche e delle regole tecniche da parte delle istituzioni private e pubbliche possono influire sulla competitività e sulle strategie aziendali nell'ambiente internazionale degli affari e, parallelamente, come il legame fra normazione e tecnologia può influire positivamente sullo sviluppo tecnologico e in che misura può offrire alle aziende tedesche una posizione di vantaggio nel mercato globale.
Alla fine, la ricerca -la prima del genere realizzata in Europa a quasi un secolo esatto dalla nascita della "cultura della normazione" avvenuta in Inghilterra- non solo ha ribadito che le norme tecniche aziendali hanno un effetto molto positivo sugli affari, poichè esse aiutano a migliorare i processi, ma ha messo in luce due dati davvero strabilianti che hanno sorpreso gli stessi esperti. E' risultato, infatti, che ben l'84% delle imprese interpellate usano norme tecniche europee e internazionali come parte della loro strategia di esportazione e che la normazione contribuisce alla crescita economica e tecnologica addirittura in misura maggiore dei brevetti o delle licenze, considerati fino a ieri i veri motori dello sviluppo.
L'intervista
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Quando, come e perchè è stato deciso di "misurare" in modo scientifico il grado d'influenza delle norme tecniche e delle regole tecniche sulle strategie aziendali e sullo sviluppo tecnologico?
"Si è sempre saputo che lo sviluppo di norme tecniche e regole tecniche, emesse sia da strutture private che da istituzioni pubbliche, è un elemento essenziale dell'infrastruttura tecnologica ed economica di una nazione", spiega il direttore dell'ente normatore tedesco DIN, dottor Torsten Bahke, "ma finora non era stato possibile valutare appieno in quale misura esso potesse realmente influenzare le strategie delle singole aziende e, quindi, la loro competitività internazionale, in uno scenario che muta continuamente, di pari passo con la progressiva globalizzazione dei mercati".
"In anni recenti", spiega ancora Torsten Bahke, "la normazione tecnica è stata oggetto di numerosi progetti accademici di ricerca. Benchè tali progetti non ignorassero gli aspetti economici, tuttavia essi erano piuttosto deficitari per quanto riguardava lo scenario teorico, necessario per un'analisi dettagliata. L'industria, sempre più protesa ad affermare la propria efficienza economica, ha dimostrato un crescente interesse nell'assumere un ruolo attivo nei processi di normazione, ma nessuno, prima d'ora, aveva misurato questo grado di possibile coinvolgimento.
Era evidente che i costi e i benefici della normazione dovevano essere esaminati dal punto di vista sia microeconomico che macroeconomico".
- Quale metodologia è stata seguita?
"Lo studio sul tema "Gli effetti della normazione: risultati dell'analisi aziendale e interviste con gli esperti" (parte A della ricerca) commissionato nel 1997 dal DIN, dal Dipartimento della Gestione Aziendale market-oriented e dal Dipartimento di Politica Economica è stato affidato allo studio di Ricerca Economica TU di Dresda che ha esteso la ricerca, contemporaneamente a Germania, Austria e Svizzera; lo studio sul tema "Normazione e sviluppo tecnologico, gli effetti della normazione sull'economia tedesca e il commercio estero" (parte B della ricerca) è stato affidato, invece, all'istituto per le Ricerche e i Sistemi Innovativi Fraunhofer di Karlsruhe.
Il TU di Dresda ha mirato ad identificare gli effetti economici della normazione partendo da una "cornice" teorica ed ha esaminato gli effetti delle norme tecniche su tre livelli: le imprese individuali, alcuni settori particolari e l'economia nel suo insieme. Parallelamente, sono state effettuate anche analisi sul legame fra normazione e sviluppo tecnologico e sul rapporto normazione e crescita economica ed esportazioni. La "cornice" ipotetica è stata testata in un'analisi fatta contemporaneamente in Germania, Austria e Svizzera.
Sono stati inviati questionari articolati in 49 quesiti che coprivano più di 300 dettagli, a 2.564 società tedesche, 592 austriache e 1.478 svizzere selezionate in rappresentanza dei dieci settori economici più importanti. La ricerca, finanziata dal DIN con il contributo di otto sponsor governativi e privati, è terminata la scorsa primavera e la pubblicazione (1.700 pagine) è avvenuta in ottobre".
- Quali sono stati i principali obiettivi della duplice ricerca?
"Gli studi si sono focalizzati sia sugli effetti che la normazione può avere sull'attività interna di ciascuna azienda, sia sull'interazione dei rapporti fra aziende dello stesso settore soprattutto quando essa ha un'influenza diretta sulle strategie sia commerciali, sia tecnologiche. Le ricerche hanno mirato a raccogliere dati riferiti agli effetti che la normazione provoca sui costi aziendali in generale e su quelli destinati alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e alla sicurezza, in particolare. Sono stati valutati, quindi, gli effetti positivi della normazione sia sotto forma di vantaggi competitivi sulla concorrenza, sia sotto forma di possibili alleanze strategiche".
- Quali sono stati i dati più salienti emersi dallo studio?
"Oltre al già citato altissimo numero di aziende che hanno dichiarato di usare norme tecniche europee e internazionali come parte della loro strategia di esportazione (84 imprese su cento fra quelle interpellate) e la rivelazione che la normazione contribuisce alla crescita economica e tecnologica addirittura in misura maggiore di quanto abbiano fatto finora i brevetti e le licenze (è stato stimato che il profitto annuo corrisponde a 31 miliardi di marchi, vale a dire l'1% del PIL), un altro elemento di spicco è rappresentato dal fatto che la normazione contribuisce al successo del business in tutti i settori, nessuno escluso. E' evidente che a trarne i benefici maggiori saranno quelle imprese che sapranno trasformare lo strumento della normazione in un vantaggio competitivo e riusciranno ad integrarlo maggiormente con le proprie strategie commerciali, soprattutto quelle rivolte ai mercati esteri".
"Ma c'è un altro dato che merita di essere messo in evidenza", precisa Torstsen Bahke, "la forte motivazione, da parte delle aziende, di partecipare direttamente ai processi di normazione".
- Quali cifre sono emerse, al riguardo?
"Il 75% delle 4.000 imprese selezionate per la nostra ricerca si sono rivelate coinvolte nell'attività di normazione degli enti normatori tedesco (DIN), austriaco (ON) e svizzero (SNV). Tutte hanno attribuito alla normazione un alto valore strategico.
La ricerca ha confermato che le imprese attivamente impegnate nell'attività di normazione ottengono vantaggi a breve o a medio termine, sia sotto forma di riduzione dei costi, sia come incremento della propria competitività sul mercato. Più della metà delle aziende interpellate (esattamente il 52%), ha affermato di essere in grado di esercitare una grande o molto grande influenza sulla sostanza intrinseca delle norme tecniche; il 46% di poter prevenire l'immissione di contenuti non desiderati e il 48% di riuscire a far includere i contenuti desiderati. Le aziende che riescono a partecipare alla stesura delle "regole del gioco", sia a livello nazionale, sia a livello internazionale, ottengono immediatamente importanti margini competitivi se non altro perchè non devono apportare sostanziali modifiche ai propri processi produttivi per adeguarsi alle norme che esse stesse hanno contribuito a fare adottare dai mercati".
"Dalla nostra ricerca" puntualizza Torsten Bahke "è risultato che una impresa su quattro, fra quelle da noi interpellate, almeno una volta è già riuscita a fare adottare come norma tecnica il proprio modello produttivo e, quindi, ad imporlo poi anche alla concorrenza, ottenendo subito grandi vantaggi strategici ed economici.
Il 62% delle imprese interpellate per la ricerca ha dichiarato che l'armonizzazione delle norme tecniche europee e internazionali semplifica gli accordi contrattuali e riduce i costi commerciali, mentre secondo il 54% delle aziende l'armonizzazione favorisce l'abbattimento delle barriere doganali".
- E sul fronte dei costi?
"I costi per sviluppare norme tecniche aziendali in senso lato non sono facilmente quantificabili. Alla richiesta di indicare i costi affrontati per adattare la propria produzione alle norme tecniche estere, l'80% delle aziende interpellate non ha fornito alcun dato. Il 10% ha risposto di avere effettuato una valutazione di questi costi, ma non ha ritenuto opportuno divulgare i dati, per motivi di sicurezza. In base ai dati raccolti, è stato comunque possibile valutare in 350,000 marchi tedeschi all'anno, il costo medio per azienda per il proprio adeguamento alle norme tecniche estere. E' da sottolineare che, se è vero che l'armonizzazione delle norme tecniche, per le imprese, ha come effetto la riduzione dei costi commerciali, è altrettanto vero che il solo potenziale innovativo non è sufficiente per mantenere la competitività sui mercati internazionali. E evidente che le norme più numerose si riferiscono ai settori più innovativi e che le norme redatte di volta in volta hanno durata più breve là dove sono più rapidi i cambiamenti tecnologici".
- Quali possono essere gli effetti della normazione sull'economia nel suo insieme?
"Poichè la normazione è, di fatto, una forma di trasferimento tecnologico", afferma il direttore del DIN tedesco "è particolarmente importante per le aziende raggiungere la posizione di leader nel proprio settore e partecipare alla progettazione delle nuove regole del gioco. Tutte le imprese che partecipano all'attività di normazione, ottengono sicuramente vantaggi maggiori rispetto a quelle che preferiscono astenersene, magari solo per timore di rivelare i propri processi produttivi.
Attualmente la Germania importa molti prodotti semilavorati appartenenti a categorie nelle quali detiene un indiscusso primato tecnologico per completarne la lavorazione secondo norme tecniche riconosciute a livello internazionale che ne consentono, poi, la commercializzazione nel resto del mondo. E' ovvio che solo l'applicazione di norme tecniche internazionali consente di incrementare lo sviluppo, contemporaneamente, delle importazioni e delle esportazioni".
- A chi può tornare utile la vostra duplice ricerca sulla normazione?
"Proprio grazie al suo approccio internazionale, questo studio ha fornito numerosi dati inediti sugli effetti economici della normazione che possono essere usati come la base per una discussione strategica che riguarda il futuro degli standard di lavoro. Tutti coloro che sono direttamente o indirettamente influenzati dalla normazione, ora possono cominciare ad accedere a informazioni che possono aiutarli a definire le proprie strategie.
- Visto il successo ottenuto da questa prima duplice ricerca a livello internazionale, il DIN ha già pianificato altri studi sullo stesso tema?
"No, perchè lo "sfruttamento" dei dati contenuti nel voluminoso rapporto della ricerca non è ancora terminato. Un domani potremmo prendere in considerazione l'ipotesi di commissionare uno studio analogo focalizzato però sull'impatto delle norme tecniche sui servizi".
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