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XXIV Assemblea Generale dell'ISO

Per la prima volta nella storia dell'ISO il luogo scelto per l'Assemblea Generale è stato l'altro emisfero, l'Australia, in particolare un grande albergo nel magico scenario di Sidney, della sua baia e di quell'edificio, l'Opera House, simbolo della città, famoso in tutto il mondo per l'unicità della sua architettura.


In questo clima favorevole, anche se profondamente turbato dai recenti eventi internazionali, il grande e variegato mondo della normazione si è riunito, come ogni anno, per tenere la sua Assemblea generale, appuntamento ed occasione per fare bilanci, stabilire contatti, scambiarsi opinioni ed assicurare un dialogo tra voci diverse, anche se all'interno di uno stesso coro, quello, appunto, di chi fa norme tecniche.

Il la al coro è stato dato proprio dal suo direttore d'orchestra, il presidente Mario Cortopassi, brasiliano, alla sua prima esperienza in questo ruolo, dopo che l'italiano Elias, che ha guidato l'ISO nel precedente biennio, gli ha lasciato onori ed oneri. In apertura di Assemblea il presidente si è fatto portavoce di tutti i presenti nell'esprimere la più ferma condanna per il barbarico attacco portato dal terrorismo non alla sola America, ma a tutto il mondo civile ed ha invitato l'Assemblea a voler commemorare le vittime di tale attacco con un minuto di raccoglimento.

Ha quindi ricordato la recente scomparsa del presidente dell'ABNT, l'ente brasiliano, Jaime Brandao, che tanto ha contribuito allo sviluppo della normazione nell'area del Sud America.

Poi, con l'entusiasmo proprio dei sudamericani, Cortopassi ha lanciato un messaggio di speranza e di fiducia nella normazione, anzi l'idea di un sogno, che ha chiamato il "1/1/1 Dream", inteso come il desiderio di arrivare, un giorno, ad un sistema normativo che preveda un'unica norma, un unico metodo di prova ed un'unica procedura di valutazione di conformità sia per i prodotti che per i servizi.

E' il sogno che consentirebbe alla normazione e all'ISO di diventare uno strumento indispensabile per il settore economico e per il mercato globale, ma che può avere garanzie di realizzazione solo se condiviso da tutte le parti in causa, politici e governanti, rappresentanti di industria ed operatori nel settore della valutazione di conformità, e, naturalmente, i normatori.

Alla voce del presidente si sono unite, poi, sempre sulla stessa melodia, anche quelle di Larry Eicher, segretario generale dell'ISO e, seppure in video-conferenza, quella di Mike Moore, il direttore generale del WTO: entrambi hanno condiviso la speranza del sogno, seguendo la strada della collaborazione, dell'armonizzazione e di un principio forte di apertura e trasparenza, così da assicurare a tutti i paesi, ed in particolare a quelli in via di sviluppo, le condizioni più favorevoli per crescere e cooperare al meglio. Dello stesso tenore sono stati anche gli interventi dei presidenti di IEC e ITU, con i quali si è deciso di proporre la creazione di una "World Standards Cooperation", la cooperazione mondiale delle norme, prova della volontà dei tre organismi di camminare in piena armonia di intenti ed obbiettivi. Dopo gli "assoli" iniziali l'Assemblea ha preso poi un passo più cadenzato, scandito dagli argomenti in agenda. Il primo è stato la panoramica sull'area tecnica dell'ISO, che ha nel TMB, il Technical Management Board, il suo braccio operativo. La voce, questa volta, è stata quella dell'australiano Ross Wright, il Vice President Technical, supportato da due interessanti interventi, quello dell'inglese Stephen Russell del BSI e del direttore tecnico dell'ISO, Mike Smith. I tre, insieme, anche se da prospettive diverse, non si sono limitati ad illustrare le iniziative intraprese e le azioni svolte dal TMB nel corso del 2000, ma hanno fatto un'analisi ben più ampia, focalizzata su quel concetto che gli inglesi chiamano market relevance, liberamente tradotta in "attinenza al mercato", che altro non è che la capacità da parte delle norme di saper rispondere ai requisiti, alle richieste e alle necessità del mercato, fornendo strumenti adeguati e su misura, inseriti in un'ottica attenta e lungimirante, come condizione indispensabile per la sopravvivenza stessa della normazione.

Apertura dell'Assemblea ISO 2001. Da sinistra: Ross Wright, Chief Officer dell'Ente australiano di normazione, George Edwards, presidente dell'Ente australiano di normazione, Mario Cortopassi, presidente dell'ISO, una giovane studentessa simbolo della multietnicità della società australiana, Larry Eicher, segretario generale dell'ISO e il Sindaco di Sidney

La rilevanza dell'argomento è stata confermata dal ritorno sul tema, in un momento successivo dell'Assemblea, con una serie di interventi, tutti mirati a sottolineare la necessità di uno stretto legame tra norme e mercato. Il primo di questi è stato quello del direttore del DIN, il tedesco Bahke, che ha citato lo studio condotto dalla sua organizzazione in materia, dal titolo emblematico di "Benefici economici della normazione", a cui ha fatto seguito quello dell'americano Smoot, che ha voluto dimostrare la correttezza del termine stakeholder, letteralmente "persona a cui viene affidata la posta in gioco", per indicare i beneficiari della normazione, allargando, in questo modo, la base dei suoi fruitori e la figura dell'utilizzatore finale. L'altro intervento degno di nota è stato quello di Paolo Morelli, direttore generale dell'UNI, che ha voluto porre l'accento sull'importanza e sul ruolo che le piccole e medie imprese devono avere sul palcoscenico della normazione, vista anche la loro funzione di fonte privilegiata per la "fornitura" di esperti che, in ultima analisi, su questo palcoscenico sono i veri attori. Nelle edizioni precedenti, a questo punto dell'Assemblea, l'agenda prevedeva la relazione sulle attività di CASCO (l'organismo che si occupa di valutazione della conformità) e COPOLCO (l'organismo che si occupa dei consumatori), da parte dei loro rispettivi presidenti. Nell'edizione 2001 si è deciso, invece, di affidare il compito di relazionare sul tema a due membri del Consiglio, incaricati di farsi portavoce rispetto all'Assemblea. Degli aspetti legati alla valutazione di conformità si è occupato il francese Alan Bryden, direttore generale dell'AFNOR, che ha messo in luce importanza, ruolo e prospettive future di un'attività in crescita come è appunto quella di questo settore, rispetto alla quale si prevede e si auspica una diversificazione degli scopi, una globalizzazione di fornitori, contatti e relazioni ed un maggior coinvolgimento all'interno degli enti normatori nazionali. In questo senso le scelte strategiche del CASCO, mediante la costituzione di due importanti gruppi di lavoro, il primo relativo al controllo e alla protezione dell'immagine dell'ISO rispetto all'emissione di certificati e l'altro dal titolo significativo di "Market Feedback Panel", ne sono l'ulteriore conferma. Il compito, invece, di ragguagliare in merito al COPOLCO, era stato affidato all'americano Hurwitz che, assente per motivi di salute (e al quale vanno i nostri più fervidi auguri per una pronta e completa guarigione), ha delegato Mary McKiel, attiva in sede ANSI nel settore della protezione ambientale. La relazione fatta dall'americana che, per altro, ha suscitato molto successo per la chiarezza dell'esposizione, conteneva un preciso messaggio: i consumatori dovrebbero essere più "educati" e preparati in materia di norme, perché una conoscenza più approfondita è sinonimo di un coinvolgimento più attivo, che, a sua volta, diventa garanzia di norme migliori, più utili e, in ultima analisi, più efficaci per la salvaguardia del consumatore in quanto utilizzatore finale. E consumatori sono tutti, anche chi proviene da aree geografiche meno favorevoli e da paesi con una situazione politico-economica meno florida (noti come paesi in via di sviluppo), rispetto ai quali l'ISO ha, da sempre, un occhio di riguardo. L'attenzione verso questi paesi è stata dimostrata dall'ente di Ginevra anche a Sidney, dove, in maniera ancora più accentuata rispetto agli anni precedenti, i "developing countries" sono stati oggetto, all'interno dell'Assemblea, di una sorta di "mini-sessione", presieduta proprio dal presidente del DEVCO, l'organismo preposto a questo in sede ISO, il botswanese Gene Hutchinson. Dagli interventi fatti, dalle presentazioni di Tunisia e Brasile, Filippine e Mongolia, nonché dal contenuto e dal tono dell'intera sessione, sono emersi due aspetti cruciali e di importanza prioritaria per questa tipologia di paesi.

Il primo è la necessità, mediante modalità e sistemi da identificare, di coinvolgere in modo più fattivo e concreto sia le forze governative che quelle industriali e commerciali, convincendole del valore della normazione anche come strumento di riscatto per risollevarsi e migliorare il livello qualitativo di vita.

Il secondo, strettamente correlato al primo, è la necessità, invece, di una maggiore e più concreta partecipazione di questi paesi ai lavori tecnici e alla preparazione delle norme, penalizzata, oggi, dai costi dovuti a viaggi e spostamenti. L'ISO si è attivato da tempo per ovviare a questo inconveniente scegliendo la strada dell'informatica: ha messo a punto, infatti, un programma di informatizzazione per tutti gli enti dei paesi in via di sviluppo, attraverso un progetto, noto come "MED 2000", finanziato proprio dal nostro Governo e gestito dall'UNCTAD, la Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo. Tale programma prevede l'invio di un kit informatico, provvisto di computer, modem e stampanti ed un manuale d'uso per lavorare on line, dal titolo "Standards work on the Net", nella cui stesura e preparazione l'UNI ha svolto un ruolo di primo piano, avendo contribuito concretamente alla sua realizzazione. L'importanza dei paesi in via di sviluppo e la politica ISO in materia si inseriscono non solo nelle sue strategie attuali, ma anche in quelle future, come ha illustrato il Vice President Policy, il giapponese Aoki, che ha spiegato ciò che l'ente ginevrino intende realizzare, a livello strategico, nel corso del biennio 2002-2004. Le strategie ISO si fondano su tre concetti-chiave:

  1. il valore, inteso come necessità di capire, servire e possibilmente anticipare i bisogni del mercato;
  2. la partnership, ovvero lo sforzo di assicurare la massima partecipazione e collaborazione di tutte le parti in gioco durante le varie fasi del lavoro normativo;
  3. l'ottimizzazione, vale a dire la volontà di un miglioramento continuo dei processi-chiave dell'organizzazione, facendo un uso efficace delle risorse ed adeguandosi alle esigenze della normazione del nuovo millennio, quella dell'era informatica i cui mezzi devono essere utilizzati al massimo delle loro potenzialità.
Se i principi citati sono la strada da seguire, un maggior coinvolgimento delle realtà economiche, una più ampia rappresentatività dei consumatori, un rafforzamento della gestione delle attività tecniche ed un miglioramento dei sistemi di informazione e diffusione sono i mezzi per raggiungere la meta. Approvate le strategie, con il consenso unanime dei presenti, l'Assemblea ha dedicato la sua ultima parte agli aspetti più squisitamente procedurali e statutari. Si è provveduto, infatti, all'elezione dei nuovi membri del Consiglio che, per il biennio 2002-2004, saranno Svezia, Corea, India, Spagna, Canada, Malesia e Kenia, mentre l'Italia se ne esce, avendo concluso il suo mandato. Per dovere di cronaca va ricordato, in sede di votazione, il gesto molto "cavalleresco" dell'ente australiano: a conteggio di voti concluso, il paese ospitante aveva raggiunto lo stesso numero totalizzato da Spagna e Canada ma, visto che la disponibilità dei "seggi" all'interno del Consiglio era limitato a due, sarebbe stato necessario un ulteriore ballottaggio. Per evitarlo l'Australia, che comunque detiene la vicepresidenza tecnica, si è dichiarata pronta ad uscire dall'arena, lasciando agli altri due paesi l'onore e l'onere di essere rappresentati in Consiglio. Si è poi proceduto alla nomina delle cariche istituzionali più importanti, quella di vicepresidente per le politiche con un passaggio di testimone dal giapponese Akira Aoki al tedesco Torsten Bahke, quella di vicepresidente per le questioni tecniche, che ha visto, invece, la riconferma per un altro biennio dell'australiano Ross Wright ed infine la nomina del cosiddetto "Incoming President", vale a dire il futuro presidente dell'ISO che, prima di entrare ufficialmente in carica, affianca il presidente attuale per un intero anno. Il candidato era unico, l'americano Oliver Smoot, ed è stato accettato. Come avviene in ogni Assemblea, non è mancata la nota toccante, quella degli addii a personalità che hanno concluso il loro mandato e che, in qualche caso, abbandonano per sempre il mondo della normazione. L'AG 2001 ha salutato due personaggi importanti, simili nella mitezza del carattere e nell'atteggiamento schivo e lontano dai riflettori, ma anche nella serietà e nell'abilità con cui hanno svolto i loro compiti. Si tratta del giapponese Akira Aoki, che ha concluso il suo mandato di Vice President Policy, ma che, per il bagaglio di esperienza e di conoscenze accumulate negli anni, ha prontamente ricevuto un'offerta da parte dell'ente normatore del suo paese, il JISC, per lavorare con loro come consulente. L'altro è lo svizzero Pierre Amsler, tesoriere per tanti anni che, per quanto deciso a mettersi a riposo, non si è sottratto all'esplicito invito di Eicher di continuare ad offrire all'ISO il proprio sostegno e la propria esperienza. Commosso e sentito è stato l'applauso dei presenti, rivolto alla carica umana ed affettiva dell'uomo oltre che al valore e all'importanza del ruolo svolto. Per precisione di cronaca, non vanno dimenticati i due workshops che si sono tenuti in concomitanza con l'Assemblea generale e che, come ormai da protocollo adottato da più edizioni, ne fanno da contorno. Entrambi i seminari avevano per argomento temi di grande attualità: il primo riguardava il cambiamento climatico, visto nelle sue cause e nei suoi effetti, ed il ruolo che le norme internazionali possono avere per intervenire su un terreno così importante ed urgente per l'intera umanità; il secondo, invece, si è occupato della questione della gestione del rischio, osservato da una prospettiva generale, ma con un occhio privilegiato sul settore della sanità e dell'ambiente. La scelta dei temi, così come la modaltà di trattazione e la prospettiva di osservazione, sono stati un'ulteriore conferma di un messaggio importante: la volontà di considerare la normazione come uno "strumento" sempre più concreto e vicino alla realtà quotidiana dell'uomo e sempre meno una sorta di torre d'avorio, persa nei meandri della ricerca, ma poco sensibile e poco presente rispetto ai bisogni veri e alle urgenze più impellenti di cui l'umanità vede gli effetti e paga le conseguenze ogni giorno.

Paola Travaini
Direzione Sviluppo
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24th ISO General Assembly
The XXIV General Assembly took place, for the first time, in Australia, in the city of Sidney. It was the occasion to launch meaningful messages: one of hope, sent by the ISO President, who promoted his idea of a "1/1/1 Dream", that is one standard, one test and one conformity assessment procedure; a message of awareness about the role of standardization, focussed on the concept of "market relevance" and a message of a greater involvement of the developing countries in the standards-making process, by exploiting the I.T. tools. In the framework of the AG 2001, two workshops were held on very topical items, that is the Climate Change and the Risk Management, proving that standardization is, first of all, a tool close to the everyday life and aimed at facing and hopefully solving the problems affecting mankind.

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