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Qualità, Qualità, Qualità. Oramai questo termine, o anche la sua semplice iniziale, compare ovunque: sulle fiancate dei veicoli commerciali, nelle pubblicità, sulla carta da lettere ...
Compare come slogan ("La Qualità è il nostro fine") oppure come riferimento ad una certificazione ISO 9000. è diventata parte fondamentale di qualsiasi messaggio commerciale.
Ma dietro tutto questo, c'è veramente una diffusa e convinta cultura della Qualità?
Quanto emerge in questi mesi dalla diffusione delle norme e delle certificazioni sembra dimostrare di no.
Dopo oltre un anno e mezzo dalla pubblicazione delle nuove norme internazionali chiamate "Vision 2000", e con tempi sempre più stretti per fare la transizione, il passaggio dalle certificazioni secondo le vecchie ISO 9001, 9002 e 9003 a quelle secondo la nuova ISO 9001: 2000, mostra un evidente rallentamento.
Dalla data di pubblicazione delle nuove norme, ad UNI sono state richieste circa 20.000 copie della norma "base" (UNI EN ISO 9001: 2000) il che significa che abbiamo raggiunto solo circa un terzo dell'utenza primaria a metà del periodo di transizione concesso alle aziende per cambiare dalla "vecchia" alla "nuova" certificazione.
Ma il dato più preoccupante riguarda le certificazioni ISO 9001:2000; infatti dei circa 55.000 certificati esistenti meno dell'8% sono aggiornati alle "nuove" norme!
Inoltre più del 50% delle "prime certificazioni" che vengono rilasciate risulta ancora conforme alle norme del 1994.
Questo dimostra che molte aziende vedono ancora la certificazione come un bollino promozionale da mostrare senza averne capito bene il significato. Il passaggio alle Vision 2000 non è un semplice atto burocratico, ma un vero e proprio salto culturale.
Come già avemmo modo di scrivere su questa rivista nell'aprile 2001, i principali cambiamenti riguardano:
- estensione dello scopo alla determinazione dell'efficacia (ISO 9001) e dell'efficacia ed efficienza (ISO 9004) del sistema di gestione per la qualità;
- maggiore compatibilità del nuovo sistema di gestione per la qualità ISO 9001 con quello ambientale della ISO 14001;
- più enfasi alla gestione per processi ed alle esigenze e soddisfazione dei clienti;
- minore richiesta di procedure documentate;
- maggiori prescrizioni per la pianificazione, attuazione e verifica del miglioramento continuo;
- maggiore impegno e più chiaro ruolo dell'alta direzione;
- maggiori precisazioni sui requisiti cogenti;
- definizione di obiettivi misurabili (indicatori) per funzione;
- monitoraggio delle informazioni sulla soddisfazione, o insoddisfazione, del cliente;
- aggiunta di requisiti riguardanti le comunicazioni interne e con il cliente.
Sono cambiamenti maturati dopo anni di applicazione delle vecchie norme e dopo un'indagine internazionale effettuata nel 1997.
È chiaro che dimostrare con una nuova certificazione di aver interiorizzato tali principi non è un fatto marginale. Significa veramente avere attenzione alla qualità e seguirne l'evoluzione col cambiare del mondo che ci circonda.
Il fatto che tante aziende stiano aspettando la scadenza del 15 dicembre 2003, posta dall'ISO, per adeguarsi alle nuove norme, dimostra come la qualità non sia sempre vissuta come fattore importante nella politica aziendale e la certificazione, anziché attestazione di tale vissuto, sia talvolta ancora vista come atto formale che il mercato ci chiede e che, quasi come il pagamento di una tassa, sia meglio dilazionare quanto più possibile, fino ai termini consentiti.
A fronte di questa situazione, riteniamo che un ruolo fondamentale abbiano consulenti ed organismi di certificazione. Sono questi, infatti che, avendo un contatto diretto con le imprese, dovrebbero, insieme con noi, impegnarsi per fare cultura e contribuire a diffondere le nuove norme "Vision 2000", anche per porre le aziende nelle migliori condizioni per affrontare i mercati esteri.
Il fatto che, da quanto ci risulta e come sopra accennato, vi siano ancora imprese che vengono portate alla certificazione con le vecchie norme, non solo non significa diffondere la qualità, ma anche danneggiare economicamente le stesse imprese che, entro tempi comunque brevi, dovranno affrontare nuove spese per il processo di adeguamento alla Vision 2000.
A tal proposito il Sincert ha ritenuto opportuno emettere una circolare in data 29 maggio u.s. con la quale ha deliberato che
"... tutti gli Organismi accreditati per certificazioni di Sistemi di Gestione per la Qualità ......... non dovranno procedere a rinnovi di certificazioni pre-esistenti né, tanto meno, emettere nuove certificazioni ai sensi delle norme ISO 9001/2: 1994, a far tempo dal 31 gennaio 2003; ...".
Si tratta di un segnale per accelerare l'adozione della ISO 9001:2000 ed evitare la congestione della certificazione l'anno prossimo. Il mancato rispetto della decisione comporterà che "... eventuali rinnovi/certificazioni rilasciate ai sensi della precedente edizione delle norme si porranno, automaticamente, al di fuori dell'accreditamento SINCERT, con tutte le conseguenze del caso."
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