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La “Statistica incidenti da gas”

Il Comitato Italiano Gas (CIG) è un Ente federato all'UNI e, fra i suoi compiti istituzionali, c'è quello dello studio dei problemi scientifici e tecnici attinenti la sicurezza nell'utilizzazione per usi civili e similari dei gas combustibili.
Diffondere la cultura del gas, infatti, è un impegno che il CIG ha fatto proprio da molti anni, ben oltre gli obblighi prescritti dallo statuto.
Il rapporto sulla “Statistica incidenti da gas” rientra in quest’ottica.
Scopo primario del rapporto è fornire indicazioni utili a tutti coloro che a qualsiasi titolo siano interessati all’ utilizzo del gas combustibile.
In proposito si deve chiaramente dire che la legislazione vigente responsabilizza tutti, dai clienti finali, agli installatori, ai costruttori di apparecchiature, alle aziende di distribuzione e a tutti coloro che, a vario titolo e diversa responsabilità, sono chiamati ad eseguire controlli su apparecchiature e/o impianti.
Si può quindi ben capire quale importanza rivesta questo documento per tutto il settore.

La storia della “Statistica incidenti da gas” inizia nel 1987.
In quell’anno fra i soci del CIG fu creato un gruppo ad hoc per la raccolta, la valutazione, la classificazione e consuntivazione statistica degli incidenti attinenti l’utilizzazione di gas combustibile, distribuito in Italia per usi civili (sia gas canalizzato che GPL in bombole(1)/piccoli serbatoi).
Nelle intenzioni, oltre quello statistico, furono conseguiti due ulteriori obbiettivi e cioè un ritorno, in termini di elementi utili all’attività normativa e la predisposizione per la diffusione dei dati pertinenti dopo la loro valutazione tecnica.
I lavori ebbero inizio nell’anno 1988 ed il primo rapporto, denominato appunto “Statistica incidenti da gas combustibile” fu presentato l’anno seguente.
L’attività continuò negli anni successivi e il rapporto fu diffuso perlopiù tra i soci del CIG e comunque nell’ambito del settore del gas.
Ampi stralci, contenenti i dati rilevanti, furono però regolarmente destinati alla diffusione a mezzo stampa.

La deliberazione dell’Autorità per l'energia elettrica e il gas n. 236/00
Con la Deliberazione n. 236/00 (pubblicata sul supplemento ordinario n. 2 della Gazzetta Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 2001) l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) ha dato alla statistica del CIG veste giuridica. Infatti l’articolo 26 del provvedimento obbliga le aziende distributrici del gas ad informare il CIG su eventuali incidenti che le coinvolgano o di quelli di cui vengano comunque a conoscenza.
In particolare al comma 4 prevede che:

  1. entro i 5 giorni di calendario successivi alla data dell’accadimento il distributore deve dare un’informativa sintetica il più completa possibile al CIG;
  2. entro i 30 giorni di calendario successivi alla data dell’accadimento il distributore dovrà inviare al CIG una scheda tipo compilata in tutte le sue parti.

Il presidente del CIG ha informato tutte le aziende coinvolte in tali obblighi con una lettera inviata il 30 luglio 2001.
I lettori interessati troveranno maggiori informazioni sull’argomento sia sul sito del Comitato (www.cig.it) che sul sito dell’UNI nella sezione dedicata alla sicurezza domestica.
Certamente la Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha significato un prezioso riconoscimento del valore della statistica e, di conseguenza, dell’impegno del CIG, ma certo questo non può essere considerato un punto di arrivo e pertanto, con l’intenzione di migliorare la rilevazione e gli studi ad essa collegati, recentemente la presidenza del Comitato ha promosso due importanti iniziative.
La prima è l’entrata del CIG quale socio in ETPS (European Thirdy Part Safety), un organismo che effettua anch’esso rilevazioni statistiche degli incidenti da gas, su scala europea, tra le aziende del gas; la seconda è la convenzione firmata il 2 ottobre 2002 con il Ministero dell’Interno – Vigili del Fuoco – Direzione centrale per l’emergenza ed il soccorso tecnico, con la finalità di creare un osservatorio congiunto per migliorare le conoscenze sul fenomeno e per l’attuazione di strategie comuni volte alla prevenzione del rischio.

La statistica 2001 – L’andamento del fenomeno
La statistica del 2001 è l’ultima in ordine di pubblicazione; quella del 2002 sarà probabilmente licenziata nei prossimi mesi.
La consultazione delle statistiche ufficiali, è bene dirlo, nasconde sempre dietro l’angolo l’insidia della non corretta interpretazione dei dati.
In effetti, scorrendo superficialmente i dati dei diversi settori economici relativi agli incidenti, si potrebbe concludere che le strade (includendo in questa definizione anche le autostrade) siano i luoghi più pericolosi in assoluto per quel che riguarda gli aspetti infortunistici e per il numero di decessi dovuti ad incidenti localizzati.
In realtà, quando si parla di statistiche di incidenti, è molto difficile raffrontare e correlare fra di loro i dati di settori diversi.
I dati vanno rilevati e soprattutto valutati in funzione statistica oggettiva e sempre con riferimento al settore considerato ed alle sue peculiarità specifiche.
Ciò dovrebbe anche far capire che l’impegno di un settore per la sicurezza non può essere valutato dal numero di incidenti che lo stesso ha sofferto. Il numero degli incidenti è sicuramente un parametro di riferimento basilare, ma non può essere considerato la “spia” del livello di sicurezza del settore considerato, per lo meno non l’unica.
Tornando ai dati del 2001 e riferendoci specificatamente al gas distribuito a mezzo reti (che è la maggior parte di quello distribuito), la statistica non offre elementi di sostanziale diversità da quella dell’anno precedente per quel che riguarda il numero degli incidenti e delle vittime e ciò nonostante nel 2001 ci siano stati alcuni funesti accadimenti di notevole gravità e di grande impatto mediatico.

L’andamento degli incidenti da gas, come si desume dal grafico sottostante, che considera una situazione decennale, è in sostanziale calo ed il merito è di tutti gli attori del settore che hanno attuato notevoli sforzi per accrescere i livelli di sicurezza, tenendo conto anche delle indicazioni desunte dalla statistica.



Riguardo ai fattori di accadimento più ricorrenti, essi sono principalmente i seguenti quattro ed anche questa è per molti versi una conferma:

  • inefficienza delle canne fumarie;
  • ventilazione dei locali non idonea;
  • stato di manutenzione degli apparecchi precario o non conforme alla vigente legislazione e/o normativa;
  • insufficiente cubatura o non idoneità dei locali dove sono installati gli apparecchi utilizzatori.

Chi redige la statistica?
Alla stesura della statistica hanno collaborato, inviando rappresentanti nel Gruppo di lavoro ad hoc, sia le associazioni delle aziende del gas (Anigas, Federgasacqua, Assogasliquidi), l’Associazione dei costruttori di apparecchi e dispositivi (ANIMA), l’Associazione nazionale industrie elettroniche ed elettriche (ANIE), l’Istituto italiano del marchio di qualità (IMQ), il Ministero dell’Interno e la SNAM RETE GAS.
Come si vede l’intero settore gas è efficacemente rappresentato dai suoi principali attori e la presenza del Ministero dell’Interno assicura, oltre agli aspetti formali, l’esperienza sostanziale dei Vigili del Fuoco.

Il metodo di indagine
L’acquisizione dei dati avviene attraverso tre canali indipendenti l’uno dall’altro.

  1. Il primo canale d’informazione è oggi quello delle notizie provenienti dalle aziende di distribuzione (sia le aziende che distribuiscono il gas per canalizzazioni, sia quelle che distribuiscono GPL in bombole o piccoli serbatoi fissi).
  2. Il secondo canale è quello delle notizie pubblicate dalla stampa.
  3. Il terzo è rappresentato dal controllo incrociato dei dati relativi al GPL con Assogasliquidi.

Come anticipato precedentemente, un altro canale di riscontro è stato aperto ufficialmente con il Ministero dell’Interno.
Tali modalità di acquisizione di informazioni, che si integrano e compenetrano fra loro, fanno sì che il Gruppo di lavoro ad hoc abbia notizia di tutti gli incidenti da gas avvenuti nel territorio nazionale.

a) Notizie provenienti dalle aziende di distribuzione
Rispetto al passato, quando lo facevano in modo volontario, oggi, mediante l’invio dei questionari, in ottemperanza a quanto previsto dalla Deliberazione 236/00 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, le aziende di distribuzione forniscono un maggior numero di notizie utili alla redazione della statistica e soprattutto elementi più precisi attinenti alla corretta catalogazione/classificazione e livello d’importanza dell’incidente.

b) Notizie pubblicate dalla stampa
Per l’acquisizione delle informazioni comparse sulla stampa quotidiana e periodica si utilizza il servizio specialistico fornito da una primaria agenzia nazionale del ramo.
L’agenzia convenzionata fornisce i ritagli di giornale riguardanti notizie di incidenti da gas apparsi su tutta la stampa italiana, anche quella a carattere locale, sia giornaliera che periodica.
Tali notizie in genere non sono sufficientemente precise, mancando spesso dei requisiti di accuratezza e dettaglio necessari per la loro corretta valutazione. E’ necessario quindi sottoporle ad accurate verifiche, prima della loro classificazione statistica.
L’altro punto di debolezza in questo genere di acquisizione è che alcuni incidenti, soprattutto se non mortali, sfuggono alla recensione giornalistica, particolarmente in presenza di rilevanti eventi di diversa natura con maggiore eco giornalistica.
Casi di questo genere non sono però molto frequenti.
In ogni caso le notizie ottenute a mezzo stampa, costituiscono una preziosa base di evidenza per l’inizio della raccolta dei dati e per le successive verifiche, attività in cui si innesta la valutazione della valenza tecnica dell’evento, che viene svolta in ambito del gruppo di lavoro ad hoc.
Nel 2001 le testate considerate sono risultate 650, per un numero complessivo di 3000 articoli passati al vaglio.

c) Controllo incrociato dei dati relativi al GPL(2) con Assogasliquidi
L’Assogasliquidi (socio CIG) a partire dall’anno 2001 ha istituito con il Ministero dell’Interno, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, una convenzione che prevede il monitoraggio degli incidenti sul territorio italiano relativamente all’uso, al trasporto e alla manipolazione del GPL. Questi dati vengono riscontrati prima della loro diffusione e, se necessario, integrati anche con gli elementi delle fonti CIG sopraccitate.
Il CIG ha ritenuto necessario continuare a raccogliere e classificare i dati relativi agli incidenti in cui fossero stati coinvolti bombole o piccoli serbatoi di GPL nonostante la Deliberazione 236/00 si riferisca esclusivamente al gas canalizzato.

Considerazioni
La lettura dei dati ci porta a concludere che, per evitare e/o ridurre gli incidenti da gas è necessario rispettare alcune semplici regole e il rapporto correttamente li evidenzia.
Innanzitutto, come prevede la legge, bisogna far provvedere alla verifica annuale (manutenzione) della caldaia, con particolare attenzione alle condizioni di pulizia dell'apparecchio, al corretto ed efficiente tiraggio del camino ed alle aperture di aerazione e di ventilazione che occorre mantenere libere e ben pulite. Occorre prestare altrettanta attenzione agli apparecchi di riscaldamento non raccordati a condotto di evacuazione dei prodotti della combustione quali, ad esempio, stufe e scaldabagni, provvedendo, anche se la legge non lo obbliga, a far eseguire pure su questi apparecchi e sull'efficienza del loro scarico una verifica annuale.
Nel caso in cui siano presenti nella stessa abitazione apparecchi a gas e camini alimentati a legna, è indispensabile fare eseguire un controllo che accerti la corretta evacuazione dei prodotti della combustione della caldaia, anche con il camino in funzione. La forte aspirazione della canna fumaria del camino, infatti, può impedire ai prodotti della combustione della caldaia di essere correttamente evacuati. In questi casi è consigliabile l'installazione di apparecchi a gas stagni rispetto all'ambiente (Tipo C)(3).
Massima attenzione va posta all'aerazione dei locali per evitare la saturazione degli ambienti. . Spesso i principali problemi relativi agli impianti domestici a gas derivano dalle canne fumarie. Quasi mai è il gas stesso a mettere in pericolo la vita umana: diversamente i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione sono frequentemente causa di incidenti. I controlli vanno quindi fatti alle scadenze previste e gli eventuali necessari adeguamenti non sono in alcun modo procrastinabili.
Infine non bisogna sottovalutare sintomi, come mal di testa o nausea, specie se ricorrenti o connessi ad una prolungata permanenza nell'abitazione. Talvolta, infatti, questi malesseri possono dipendere dalla presenza dei prodotti della combustione all'interno degli ambienti.
Per limitare i rischi di fughe di gas negli ambienti domestici, in modo particolare in quelli dove vivono persone anziane, è consigliabile installare piani di cottura dotati all'origine di dispositivi di sicurezza per la rilevazione di fiamma su singoli fuochi (termocoppie), ed eseguire un controllo periodico sullo stato di conservazione del tubo di gomma che collega l’apparecchio all'impianto e che, col tempo, tende a deteriorarsi. In ogni caso il tubo va sostituito entro la data di scadenza che è impressa su ogni tubo.
Per finire, il rapporto quest’anno dedica un ampio stralcio ai riferimenti legislativi e normativi che saranno oggetto di trattazione in un prossimo articolo.

(1) Nel testo ci si riferisce a “bombole”, pur sapendo che la definizione tecnico-normativa corretta di tali recipienti è “bidoni”, per il maggior uso comune del primo termine.
(2) (anche gas in bombole o piccoli serbatoi)
(3) Per la classificazione degli apparecchi alimentati a gas, secondo il metodo di evacuazione dei prodotti della combustione, si faccia riferimento alla UNI 10642 e alla quarta edizione del rapporto tecnico del CEN CR 1749.

 


Francesco Castorina
Segretario Generale CIG-Comitato Italiano Gas


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Statistics of gas accidents

This article, drafted by CIG - the Italian Gas Committee - one of UNI Associated Bodies, is about the question of the accidents due to the use of combustible gases.
With reference to the statistics worked out by CIG, which got famous and of which history, reasons and purposes are explained and highlighted, the critical issued relating to safety are herewith found and listed.
These remarks represent a good opportunity for a deeper evaluation of this problem, because the experience concretely collected may be the starting point for identifying adequate normative and technical countermeasures to this sad phenomenon.



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