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Cereali e derivati: inizia l'attività normativa europea

Il 9 ottobre 2001 è iniziata ufficialmente l'attività normativa europea sui cereali e derivati. In questa data infatti si è tenuta a Bruxelles, presso la sede del CEN, la prima riunione del CEN/TC 338 "Cereals and cereal products". Si sono incontrate delegazioni provenienti da 9 paesi d'Europa, che hanno rappresentato operatori del mondo pubblico e privato, nonché gli enti nazionali di normazione. Come osservatori hanno anche partecipato rappresentanti dell'ICC (International Association for Cereal Science and Technology), la più autorevole istituzione mondiale che raccoglie esperti della ricerca scientifica per la messa a punto di metodi di analisi sui cereali, e dell'ISO/TC 34/SC 4 "Cereals and pulses" che elabora norme volontarie nel settore dei cereali a livello mondiale.
L'AFNOR, ente nazionale francese di normazione, gestisce la segreteria tecnica di questo Comitato Tecnico, presieduto da Yves Beaux, ricercatore e professore universitario nel settore dei cereali.
Scopo di questo nuovo organo tecnico europeo è l'elaborazione di norme volontarie relative alla terminologia, al campionamento e ai metodi di analisi sui cereali e prodotti derivati. Esso si pone quale interfaccia europea dell'attività in essere nel Sottocomitato ISO corrispondente.
Il 6 marzo scorso si è tenuta la seconda riunione del CEN/TC 338, durante la quale sono stati definiti i primi 14 argomenti che costituiranno le prime norme EN sui cereali. Essi comprendono i metodi di campionamento, di analisi fisica, chimica e chimico-fisica e i metodi per la determinazione di alcune proprietà reologiche; sono stati scelti seguendo il criterio delle priorità per stabilire le caratteristiche dei cereali nelle transazioni commerciali in ambito europeo.
Esperti italiani sul grano duro, grano tenero e riso e rappresentanti sia della ricerca che della produzione seguono e partecipano in modo propositivo agli incontri europei portando in questo ambito lo stato dell'arte tecnico scientifico italiano. Il prossimo incontro, già previsto per l'inizio di ottobre, segnerà la fine della fase di pianificazione dell'attività del CEN/TC 338 e darà il via alla fase tecnico-operativa che produrrà il testo dei progetti di norma europei. I piccoli gruppi che si costituiranno prenderanno come testi di riferimento le norme ed i progetti di norma ISO ed i documenti ICC, eventualmente modificandoli per adattarli alle esigenze del mercato europeo.

Ci si può chiedere a questo punto quali siano le motivazioni e l'interesse che hanno spinto le parti a costituire un Comitato Tecnico CEN quando già esiste un'attività internazionale alla quale i paesi europei, tra cui l'Italia, partecipano costruttivamente. Inoltre, le norme ISO sono applicabili anche nei paesi europei, oltre a quelli extra europei e l'attività CEN potrebbe così costituire un'inutile duplicazione.
Una risposta a queste apparenti contraddizioni si può dedurre dall'esame dei due elementi che seguono.

  • L'interazione cogente-volontario in ambito europeo è sempre più auspicata da parte della Commissione europea e del Consiglio per l'azione sinergica positiva che reciprocamente ne scaturisce. Alcuni regolamenti comunitari disciplinano il mercato dei cereali nell'Unione europea fissando i livelli di qualità per grano tenero, segale, orzo, mais e grano duro. La Commissione ha inoltre emanato raccomandazioni sul grano tenero non adatto alla panificazione e fissato i livelli massimi dei residui di pesticidi nei e sui cereali e i livelli di qualità per il riso.
    La sicurezza degli alimenti ed il loro controllo per garantire la salute di tutti noi consumatori, sono preoccupazioni che la Commissione europea ha espresso ampiamente a partire dal Libro bianco del gennaio 2000 e costituiscono gli obiettivi su cui si basa la ridefinizione di tutta la legislazione europea in tema alimentare. Il CEN in questo contesto può dare il suo apporto nella misura in cui unifica ufficialmente le tecniche metodologiche applicate in Europa da tutti gli operatori della filiera cerealicola per la definizione ed il controllo delle caratteristiche dei cereali che transitano sul territorio UE. Può inoltre offrire uno stato dell'arte sempre aggiornato ed in linea con le evoluzioni tecnologiche degli strumenti di laboratorio, dei procedimenti utilizzati, delle precisioni dei metodi di analisi.
  • Non sempre le linee dettate dai regolamenti comunitari sui cereali coincidono con quelle dei paesi extra-comunitari. Ne consegue che sia i livelli di qualità dei cereali sia i metodi per il loro controllo possono rispondere ad esigenze diverse e che le norme ISO possono non essere sempre adeguate a quanto stabilito in ambito UE. Per una adesione più stretta con la realtà UE, si è resa pertanto necessaria da un lato la rivisitazione del parco normativo internazionale e dall'altro la possibilità di elaborare metodi di analisi o di campionamento europei.


Paola Visintin
Funzionario Tecnico Commissione "Alimenti e bevande"
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