L’interazione tra la parte industrialmente sviluppata del mondo e l’ambiente fisico e sociale sta portando sempre più velocemente a squilibri che sono sotto gli occhi di tutti: disparità tra nord e sud, effetto serra, cambiamenti climatici, scomparsa di ecosistemi sono solo gli effetti più evidenti di questo sviluppo portato avanti senza preoccuparsi degli “effetti collaterali”.
Per contro si sta sempre più sviluppando - soprattutto
in Europa, un po’ meno in altri paesi industrializzati - una
coscienza del fatto che lo sviluppo ed il benessere devono
essere ottenuti in modo “sostenibile”.
Lo “sviluppo sostenibile” consiste nell’assicurare
il soddisfacimento dei bisogni presenti senza compromettere
la stessa possibilità per le generazioni future; lo sviluppo
e la crescita economica devono essere raggiunti mediante un
corretto e responsabile rapporto tra l’uomo e l’ambiente che
lo circonda, fisico e sociale. Un passo fondamentale in questo
senso è stato fatto con la definizione di “Agenda
21”nel corso della conferenza di Rio de Janeiro del 1992, nella
quale sono stati definiti principi, obiettivi ed azioni per
uno sviluppo più equilibrato. A livello mondiale sono però
presto emerse grandi difficoltà nel passaggio dalle dichiarazioni
d’intenti alle azioni; per superare queste difficoltà nel
1994 ad Aalborg (Danimarca) è stata firmata la “Carta
delle Città Europee per un modello urbano sostenibile”,
con lo scopo di delegare le decisioni ad un livello amministrativo
più basso, in modo da renderle più vicine alla realtà locale
e quindi pi&ùgrave; efficaci ed efficienti. Nasceva “Agenda 21
Locale” con lo scopo di definire ed attuare piani strategici
a lungo termine che affrontassero le problematiche prioritarie
di sviluppo sostenibile a livello locale; il suo ambito di
applicazione è molto ampio ed abbraccia svariati temi legati
allo sviluppo sostenibile: uno di questi temi è sicuramente
l’ambiente fisico. Si è quindi presentata la
necessità per
gli enti locali di disporre di strumenti per la gestione delle
interazioni con l’ambiente fisico del territorio di competenza,
che permettano di:
- effettuare un’analisi dello stato dell’ambiente
locale, in modo da avere una conoscenza il più possibile
completa ed oggettiva del territorio dal punto di vista
ambientale;
- individuare le criticità e le priorità
ambientali;
- elaborare piani di azione locale per attuare azioni di
miglioramento sulle priorità ambientali individuate;
- effettuare un monitoraggio
continuo delle prestazioni ambientali attraverso indicatori
significativi;
- attuare eventuali correzioni per raggiungere
gli obiettivi prefissati.
I sistemi di gestione ambientale
- che possono essere attuati secondo la norma UNI EN ISO 14001
oppure conformemente al Regolamento europeo EMAS (n. 761/2001
del 19/3/2001) - costituiscono un valido strumento sia per
la realizzazione degli studi per la caratterizzazione dello
stato dell’ambiente del territorio, sia per la gestione degli
interventi di miglioramento, dei monitoraggi delle prestazioni
ambientali e delle eventuali azioni correttive.
Anni di applicazione
dei sistemi di gestione ambientale in ambito industriale privato
hanno dimostrato la loro efficienza ed efficacia nel tenere
sotto controllo e minimizzare gli impatti ambientali; lo
stesso schema di applicazione può essere esteso, con i
dovuti adeguamenti, alla gestione ambientale di un territorio il
cui gestore è un ente locale.
Anche la Comunità Europea ha esteso il campo di applicazione
del Regolamento EMAS nella
versione attualmente in vigore, rendendolo applicabile a tutte
le organizzazioni (e non più solo alle attività
produttive)
e ha inserito nella decisione della Commissione europea del
7/9/2001, relativa agli orientamenti per l’attuazione del
Regolamento EMAS, una parte appositamente dedicata alle
autorità locali.
Le prime esperienze di attuazione di sistemi di gestione
ambientale nell’ambito di enti locali sono già state portate
a termine con successo sia a livello europeo che italiano
e sempre più enti locali si stanno interessando a tale
argomento.
Gli enti locali possono ottenere numerosi vantaggi dall’applicazione
di un sistema di gestione ambientale in un territorio, tra
cui:
- preservazione e valorizzazione delle proprie risorse,
- maggiore fruibilità del territorio,
- riduzione dei rischi naturali e degli effetti di potenziali
situazioni di emergenza ambientale,
- miglioramento dell’immagine esterna (ad esempio
in ottica turistica).
Non da ultimo, i sistemi di gestione ambientale possono essere
un utile strumento anche per la gestione degli adempimenti
obbligatori per gli enti locali, quali quelli previsti dalla
direttiva 2001/42/CE (la cosiddetta Valutazione ambientale
strategica) che entrerà in vigore nel 2004 e sarà
applicata a tutti i piani e programmi dell’ente locale che
possono avere effetti significativi sull’ambiente.
Un utile strumento per orientare i comuni e le comunità
montane che intendono intraprendere il cammino per l’attuazione
di un sistema di gestione ambientale sarà costituito
dalla linea guida Applicare la norma UNI EN ISO 14001
e il Regolamento EMAS negli Enti Locali, di prossima
pubblicazione da parte dell’UNI. Tale documento - alla cui
redazione hanno partecipato rappresentanti di comuni, di comunità
montane, di loro associazioni, di enti di certificazione e
di società di consulenza - rappresenterà un
punto di riferimento per l’interpretazione delle norme tenendo
in considerazione le peculiarità degli enti locali.
I Comuni e le Comunità montane certificate UNI EN ISO 14001
(dati SINCERT al 31.12.2002)
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Andora - SV
Apricale -IM
Capri - NA
Castelnovo Ne’ Monti -RE
Cavriago - RE
Celle Ligure - SV
Ceriale -SV
Cesana Torinese - TO
Comunità Montana Alta Val Polcevera - GE
Falcade - BL
Jesolo - VE
Laigueglia - SV
Quattro Castella - RE
S. Caterina dello Ionio - CZ
Toirano - SV
Vado Ligure - SV
Varese Ligure - SV
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Sono inoltre certificate UNI EN ISO 14001 numerose aziende di
servizio pubblico ambientale, tra le quali - ad esempio:
AMSA - MI; AGEA - FE; AMIA -
RN; AMIAT - TO; SEABO -
BO.
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