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Insieme alla cultura della qualità dei prodotti e dei processi, è cresciuto nelle imprese chimiche l'impegno a produrre in modo responsabile, rispettoso per l'ambiente e per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Su questi temi, l'industria chimica in Italia si configura come uno dei settori più attenti ed innovativi, nella consapevolezza che ciò rappresenta un importante fattore di competitività.
Sempre più numerose imprese chimiche stanno maturando, e alcune ne sono sostenitrici già da diversi anni, la convinzione che la "variabile ambiente" rappresenti un importante fattore di competitività per il loro futuro. Accanto alla qualità dei prodotti e dei processi, si persegue una ricerca continua delle migliori tecnologie che possano permettere il completo controllo degli impatti ambientali connessi alle produzioni. Su questi temi vi è un crescente interesse da parte del mercato ed è ragionevole prospettare una integrazione sempre maggiore tra Ambiente, Sicurezza, Qualità ed Etica d'impresa, perché il miglioramento della competitività aziendale necessariamente passa attraverso una razionalizzazione delle attività e si misura su uno spettro ampio di variabili che non sono assolutamente circoscrivibili alle sole caratteristiche tecniche del prodotto. Nella accezione più ampia, la qualità si configura come uno strumento globale di gestione dell'impresa nel quale rientrano l'efficienza delle produzioni, il tempismo e la qualità della fornitura, come anche la condivisione di valori, la salvaguardia dell'ambiente e della sicurezza e la sostenibilità dello sviluppo.
L'industria chimica in Italia è particolarmente attenta a questi cambiamenti. Lo testimoniano le significative adesioni delle aziende di Federchimica al Programma Responsible Care e il crescente numero di industrie chimiche che stanno attuando un Sistema di Gestione Ambientale. Nel corso del 1999, il Programma Responsible Care è stato attuato da 167 impre-se chimiche (che rappresentano oltre il 60% dell'industria chimica e che dispongono di oltre 400 siti produttivi), confermandosi come un valido strumento per realizzare lo sviluppo sostenibile attraverso la sicurezza, la tutela della salute dei dipendenti e la protezione dell'ambiente. Responsible Care è il sistema che l'industria chimica si è data nel mondo per promuovere la gestione ambientale e può rappresentare la base culturale sulla quale sviluppare la certificazione ambientale.
E' importante sottolineare che la partecipazione a questo Programma e la certificazione ambientale sono scelte volontarie delle imprese. La certificazione ambientale, in particolare, sta crescendo notevolmente negli ultimi anni. In questo contesto, l'industria chimica si caratterizza come il settore dove si riscontra il massimo sviluppo, sia nella certificazione a fronte delle norme ISO 14000 (con il 25% del totale delle certificazioni rilasciate a tutta l'industria), sia nella Registrazione ai sensi del Regolamento comunitario EMAS (con il 38% del totale dei siti registrati). Più che il valore assoluto di questi dati, è interessante considerare i fattori che ne hanno determinato la crescita. Questi sono certamente molteplici e vanno dalla internazionalizzazione dei mercati alla esigenza di accrescere l'efficienza e la competitività delle imprese, fino agli incentivi economici concessi dai Governi e dalle Istituzioni per favorire l'adozione di tali modelli. Lo sviluppo sostenibile, la salvaguardia e la tutela dell'ambiente diventano parte integrante della cultura delle imprese ma, se si vuole perseguire una politica della qualità per il Paese, non si può pensare di rimandare queste decisioni alla volontà delle singole imprese. Occorre supportare l'applicazione di questi strumenti attraverso un'opportuna politica di incentivi di formazione, attivando un dialogo con la pubblica amministrazione, promuovendo un reale snellimento normativo e creando complessivamente, con l'impegno di tutti gli attori sociali, un clima favorevole allo sviluppo delle imprese.
La normazione, insieme ad un ruolo propriamente tecnico, ha una importante valenza economica in quanto strumento di liberalizzazione dei mercati e di garanzia della concorrenza. Questo vale evidentemente anche quando si parla di normazione in campo ambientale. Pertanto, è fondamentale definire regole comuni e premiare quelle aziende che dimostrano un impegno reale nello sviluppo e nella adozione delle migliori tecnologie per la riduzione dell'impatto ambientale associato alla propria attività. L'azione della pubblica amministrazione nella promozione del Sistema di Gestione Ambientale è strategica in un'ottica di sviluppo del sistema industriale italiano. Il caso della Germania, dove la certificazione ambientale ha riscontrato il maggiore sviluppo, si commenta facilmente se si considerano gli incentivi finanziari e le semplificazioni amministrative concessi alle aziende aderenti al Regolamento EMAS. Evidentemente in Italia questi strumenti sono solo in parte presenti e in molti casi non ancora conosciuti. Occorre dunque promuovere progetti di sostegno alle imprese sull'esempio di quanto Federchimica sta realizzando attraverso l'Osservatorio per la chimica per accompagnare alla Registrazione EMAS un primo gruppo di imprese. Questo è solo un esempio e non può rimanere un caso isolato. Diversamente, non intravedendosi ancora concreti vantaggi unanimemente riconosciuti, saranno solo le imprese più lungimiranti e quelle finanziariamente più solide a realizzarla e a ritenere la gestione ambientale una variabile strategica della organizzazione aziendale. Inoltre, ancora oggi, la certificazione ambientale interessa maggiormente le imprese di media e grande dimensione. Tra queste, le organizzazioni multinazionali sono naturalmente sensibili, vista la necessità per il management di avere una maggiore garanzia di controllo anche sulle filiali più remote. è invece indispensabile trasferire questi valori anche nelle piccole e medie imprese che caratterizzano il tessuto industriale italiano.
Questo lavoro per accrescere l'impegno anche verso le problematiche dell'ambiente e della sicurezza indica nitidamente come le imprese abbiano dovuto ampliare e articolare la propria attività per poter operare e svilupparsi.
Infatti oggi l'attenzione del mercato è rivolta alle imprese che sanno sia creare valore attraverso le riduzioni dei costi e delle inefficienze, sia conseguire il consenso e l'accettazione sul territorio. Insieme alle imprese sono coinvolte in questo processo tutte le parti interessate, poiché i vantaggi che si conseguono interessano le imprese ed i loro azionisti, i lavoratori, le istituzioni, i cittadini e il territorio, fino al consumatore finale, sempre più attento alle caratteristiche ecologiche dei prodotti e al modo in cui essi vengono realizzati.
E' evidente però che le imprese non vanno lasciate sole a lavorare in queste aree fondamentali per costruire nei fatti lo sviluppo sostenibile.
Al di là del fatto che ciascuno, istituzioni, media, mondo della ricerca, scuola, sindacato e, naturalmente, l'impresa deve fare la propria parte per contribuire concretamente allo sforzo corale, occorre ricordare che esistono dei protagonisti pubblici da cui devono giungere segnali precisi.
Penso all'ANPA e alle ARPA che debbono passare da funzioni prevalentemente di controllo dell'ambiente a strumenti capaci di supportare sempre meglio la pubblica amministrazione e le imprese, accrescendo in particolare le proprie competenze tecnico-scientifiche e la propria capacità di operare nelle aree delle verifiche, delle autorizzazioni, delle valutazioni di compatibilità e di impatto ambientale.
Penso anche al ruolo che possono avere le Regioni, alle quali il decentramento amministrativo ha assegnato competenze nei settori della tutela delle acque, del risanamento atmosferico e della gestione dei rifiuti. Competenze che possono agevolare l'introduzione nelle piccole e medie imprese di metodologie e sistemi per migliorare la qualità ambientale con particolare riguardo a ciò che è necessario
per ottenere la certificazione in questo campo. In tale prospettiva, le finanziarie regionali possono agevolare questo sforzo di crescita e di qualificazione del mondo imprenditoriale.
Se tutte queste iniziative si svilupperanno, coordinandosi tra di loro sinergicamente, sono convinto che sia possibile alla fine coagulare un forte consenso e, di conseguenza, una forte accettazione intorno al sistema delle imprese, alle loro modalità di produzione, ai loro
prodotti.
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