| La possibilità
di integrare gli aspetti ambientali dei processi produttivi
aziendali in una gestione ambientale sistematica e pianificata
ha trovato, negli anni ’90, una discreta applicazione
grazie soprattutto agli strumenti volontari di tipo normativo,
ed alle possibili certificazioni che ne derivano, sviluppatisi
con le norme della serie ISO 14000 e con i Regolamenti europei
EMAS ed Ecolabel.
I due diversi ambiti “di processo” (sistemi di
gestione ambientale - SGA) e “di prodotto” (progettazione
ecologica e programmi di etichettatura ambientale basati sulla
valutazione del ciclo di vita LCA - Life Cycle Assessment),
sostanzialmente separati, in questo primo scorcio di decennio
stanno iniziando ad avvicinarsi progressivamente nell’ottica
di un’ulteriore integrazione futura.
Non sempre è così agevole definire i confini
di un’organizzazione, per l’intensificarsi e il
moltiplicarsi delle relazioni che essa intrattiene con il
sistema economico e con quello socio-istituzionale nel perseguimento
delle proprie strategie competitive. Anche per questo la demarcazione
fra gestione del processo e gestione del prodotto/servizio
si è rivelata un confine assai labile, varcato dalle
aziende tutte le volte che queste hanno deciso di impegnarsi
concretamente nel miglioramento delle proprie prestazioni
ambientali. Per questa ragione è ritenuto da più
parti utile un avvicinamento graduale che consenta di estendere
a ciascuno dei due ambiti i benefici dell’altro.
Questo orientamento e le prime azioni conseguenti sono testimoniate
dalla introduzione della IPP (Integrated Product Policy)
da parte della Comunità Europea(1)
, un approccio integrato alle politiche
ambientali, rivolto al miglioramento continuo della prestazione
ambientale dei prodotti (merci e servizi). L’obiettivo
è la riduzione dell'impatto ambientale dei prodotti
nell'intero ciclo di vita, focalizzandosi sui momenti decisivi,
quali la progettazione ecologica (eco-design), l’informazione
ai consumatori, l'integrazione del principio "chi inquina
paga" nel prezzo dei prodotti, prevedendo, tra l’altro,
il riesame delle potenzialità della normativa volontaria
allo scopo di incentivare una progettazione più ecologica
dei prodotti e la creazione di un collegamento con il sistema
EMAS.
Le
caratteristiche della IPP possono essere riassunte nell’applicabilità
a tutti i "sistemi prodotto" ed ai loro aspetti
ambientali in una prospettiva di ciclo di vita, nel coinvolgimento
e nella cooperazione di tutte le parti interessate, ciascuna
nel proprio ambito di responsabilità, in un'ottica
di miglioramento continuo delle prestazioni ambientali dei
prodotti.
Alla luce di tali orientamenti alcune imprese già
attive nel campo dei sistemi di gestione ambientale dimostrano
di percepire la gestione ambientale di prodotto come una naturale
ed inevitabile estensione del proprio sistema di gestione
anche “oltre la recinzione del proprio stabilimento”.
I riflessi della nuova impostazione emergono anche in ambito
normativo dove già EMAS II(2)
ha recepito tali orientamenti introducendo, tra gli aspetti
ambientali indiretti, elementi quali “questioni relative
al prodotto (progettazione, sviluppo, trasporto, uso e recupero/smaltimento
dei rifiuti)”, “assortimento dei prodotti”,
“bilancio e comportamenti ambientali degli appaltatori,
dei subappaltatori e dei fornitori”.
Anche nell’ambito della revisione in atto della norma
ISO 14001(3) si
stanno introducendo elementi come quello relativo all’identificazione
degli aspetti ambientali significativi associati ai prodotti
e ai servizi e a tutte le attività su cui l’organizzazione
che attua il sistema di gestione ambientale può avere
un’influenza.
Si tratta dei primi importanti segnali nella direzione dell’introduzione
di elementi di politica di prodotto all’interno dei
sistemi di gestione ambientale e, al seguito di questa naturale
evoluzione, sta muovendo i primi passi anche un nuovo strumento
di gestione ambientale specificamente orientato al prodotto:
i POEMS - Product-Oriented Environmental Management Systems
- che potrebbero rappresentare l'evoluzione futura della gestione
ambientale.
I POEMS sono strumenti ancora non codificati da alcuna norma
ma sui quali si stanno comunque realizzando le prime applicazioni
sperimentali, principalmente in Olanda, Germania, Francia
e Danimarca. Sulla base di tali esperienze e dei primi risultati
del dibattito in corso in vari paesi si cominciano a delineare
alcuni principi fondamentali per un POEMS che possono essere
così sintetizzati:
- un POEMS deve seguire il principio della integrazione
trasversale, ovvero deve configurarsi come un mezzo che
integri, permeandoli, tutti gli strumenti di gestione operanti
all’interno dell’organizzazione, dal marketing
agli acquisti, dalle vendite alla ricerca, all’ingegneria
e alla progettazione;
- un POEMS deve realizzare un processo di miglioramento
continuo basato sulle prestazioni ambientali dei prodotti;
questa affermazione ricalca il principio del miglioramento
continuo introdotto già con i sistemi di gestione
ambientale e lo estende alle prestazioni dei prodotti durante
tutte le fasi del loro ciclo di vita, ampliando l’ambito
di intervento anche al di fuori delle aree di controllo
diretto da parte dell’organizzazione.
È soprattutto nei rapporti con l’esterno, cioè
nei termini in cui si coinvolgono in politiche di miglioramento
ambientale un sempre maggior numero di anelli a monte ed a
valle della catena del prodotto, che si misura e si accentua
la reale differenza tra SGA tradizionale e POEMS.
Questo comporta la necessità da parte delle imprese
di aprire il proprio sistema di gestione ambientale al di
fuori del proprio stabilimento e del proprio diretto controllo,
coinvolgendo soggetti esterni in una logica “inter-organizzativa”
basata sul coordinamento e la collaborazione tra soggetti
diversi. L’approccio inter-organizzativo alla base dei
POEMS consiste nel considerare il sistema-prodotto come una
rete di operazioni connesse da flussi di materiali e di energia
che lega attività e processi, condotti in diversi contesti
organizzativi.
La necessità di adottare tale logica ha indotto molte
organizzazioni a scegliere la politica “dei piccoli
passi” nella definizione dei POEMS. Si è infatti
deciso di procedere muovendo ad anelli concentrici partendo
dagli elementi della catena del valore più prossimi
all’impresa.
Evidentemente gli sviluppi futuri di questo tipo di approccio
potrebbero essere strettamente legati a quelli dell'etichettatura
di tipo III relativa alle dichiarazioni ambientali
di prodotto.
Le esperienze internazionali
Alcune esperienze di POEMS già esistono in Olanda,
dove accordi volontari tra alcuni settori industriali ed il
governo locale hanno permesso, negli anni '90, di sviluppare
e finanziare progetti pilota di sistemi di gestione ambientale
orientati al prodotto.
Da uno studio condotto su una sessantina di aziende olandesi
l’elemento più delicato che è emerso è
la difficoltà, da parte delle organizzazioni, di ottenere
le informazioni necessarie dalle altre parti della catena
dei fornitori perché spesso le altre imprese non avevano
familiarità con i POEMS e la singola organizzazione,
specie se di ridotte dimensioni, può avere scarsa influenza
sull’intera filiera del prodotto.
Anche il Ministero dell’Ambiente francese ha condotto
uno studio sulla IPP ed in particolare sui POEMS e sulla volontà
di svilupparli da parte delle imprese.
Dallo studio è risultato che i principali requisiti
richiesti ad un POEMS sono i seguenti:
- che sia volontario,
- che non sia necessariamente vincolato ad una registrazione
EMAS o ad una certificazione di conformità alla ISO
14001, ma che sia comunque potenzialmente certificabile,
- che sia semplice da comprendere e da realizzare.
Sono stati stabiliti anche alcuni requisiti di base che dovrebbero
essere soddisfatti da un POEMS in relazione ai prodotti: che
si consideri l’intero ciclo di vita di un prodotto,
non necessariamente mediante una LCA completa ma descrivendo
il ciclo di vita stesso e considerando le interazioni tra
i vari stadi, che si scelgano almeno tre aspetti ambientali
da migliorare continuamente, sommando i contributi relativi
ad un determinato impatto in fasi diverse del ciclo di vita,
che si definiscano quantitativamente gli obiettivi per ciascuno
di tali aspetti, in termini di valore assoluto per unità
di prodotto e quantificandoli a livello complessivo di organizzazione.
Sempre in Francia è stato avviato anche il progetto
EDIT (Eco-Design Interactive Tools), finanziato dalla Comunità
europea con il Programma LIFE, per sviluppare la gestione
ambientale di prodotto nel settore dell’automobile.
Lo stimolo principale per il progetto è costituito
dalla direttiva sul fine vita dei veicoli che richiede specifiche
conoscenze sulla catena dei fornitori; 250 aziende, in massima
parte PMI, hanno aderito a questo progetto. In questa fase
del progetto si stanno sviluppando degli strumenti (come un
database di sostanze presenti nei materiali) per
analizzare gli aspetti ambientali dei prodotti, con l’obiettivo
di mettere a punto adeguati strumenti e metodologie e di attuare
dei POEMS in organizzazioni appartenenti alla filiera automobilistica.
Secondo questa esperienza i POEMS risultano compatibili con
i primi passi dei percorsi previsti dalla norma internazionale
ISO 14001 o dal Regolamento europeo EMAS.
Molto avanzata è anche l’esperienza danese, iniziata
verso la metà degli anni ’90, con un programma
per stimolare lo sviluppo di sistemi di gestione ambientale
orientati al prodotto a seguito del quale un considerevole
numero di aziende, tra le quali soltanto poche erano piccole-medie
imprese, ha implementato un POEMS.
Un caso di particolare successo in Danimarca è quello
della Gabriel A/S, un’azienda di nicchia che sviluppa,
fabbrica e vende oggetti d’arredamento e relativi prodotti
tessili. Il progetto, basato sull’applicazione del modello
EDIP (un metodo semplificato per la valutazione dell’impatto
ambientale dei prodotti collegato a specifici strumenti) e
delle norme della serie ISO 14040, aveva l’obiettivo
di realizzare l’analisi del ciclo di vita dei prodotti
e di estendere il sistema di gestione ambientale preesistente
in una direzione maggiormente orientata al prodotto. L’esperienza
ha presentato grandi difficoltà per il numero e l’eterogeneità
dei prodotti della Gabriel, che rendeva necessaria l’acquisizione
di un gran numero di dati per effettuare una analisi completa
di tutte le fasi del ciclo di vita di tutti i suoi prodotti.
Come accennato l’esperienza della Gabriel aveva come
presupposto la preesistenza di un sistema di gestione ambientale
che è stato orientato al prodotto con leggeri perfezionamenti;
in particolare sono state adottate nuove politiche orientate
al prodotto, definiti obiettivi e programmi, istituita una
nuova procedura per la LCA del prodotto e integrate le procedure
esistenti per la comunicazione ambientale, il miglioramento
ambientale, lo sviluppo del prodotto, la scelta dei fornitori
e degli appaltatori, la politica degli acquisti e la produzione.
L’esperienza ha anche dimostrato che un POEMS può
favorire la nascita di uno spirito di collaborazione tra cliente
e fornitore; infatti la maggior parte dei fornitori della
Gabriel A/S è stata molto disponibile a fornire dati
ambientali.
Altro caso di successo è quello della Volvo che utilizza
uno strumento chiamato “Environmental Priority Strategy”
(EPS), il quale consente di comparare gli impatti ambientali
dei diversi materiali alternativi per la componentistica delle
auto con il quale assegna un indice di impatto ambientale
a ciascun materiale. Questi indici, sommati fra loro, consentono
di arrivare ad una Environmental Load Unit, cioè
ad una misura del carico ambientale legato ad un nuovo modello
e risultante dagli impatti dei diversi materiali. Per attivare
un meccanismo di selezione più preciso e specifico
rispetto alle caratteristiche dei diversi fornitori, inoltre,
Volvo richiede alle aziende che vogliono essere inserite nelle
vendor lists un supplemento di informazione ambientale
e un miglior dettaglio dei dati su cui è basata la
EPS, attraverso la realizzazione di un approfondito self
assessment che è condizione necessaria per poter
essere presi in considerazione.
Le esperienze italiane
Anche in Italia sono state condotte delle esperienze interessanti
in materia di POEMS, per esempio quella dell’ABB, noto
gruppo internazionale che da anni svolge un’azione molto
decisa in campo ambientale anche con le sue società
operanti in Italia.
ABB è stata tra le prime società ad operare
nel campo dei sistemi di gestione ambientale e ad attivarsi
nella gestione ambientale di prodotto inserendo l’applicazione
della metodologia LCA fra i propri obiettivi di politica ambientale
ed adottando le dichiarazioni ambientali di prodotto tra i
propri strumenti di gestione. Da uno studio di fattibilità
sulla possibile integrazione tra gli strumenti di gestione
e quelli di prodotto, ABB sta avviando alcune attività
sperimentali volte in particolare alla revisione delle procedure
del SGA.
Altra esperienza in corso è quella condotta da ENEA
in collaborazione con la UPPER di Ancona, un’azienda
di medie dimensioni del settore legno-arredo specializzata
nella produzione di mobili per ufficio. La UPPER ha avviato
in un primo tempo un processo finalizzato alla registrazione
EMAS completando la fase di analisi ambientale iniziale.
In un secondo momento, aderendo ad un’iniziativa promossa
da ENEA nell’ambito dell’accordo di programma
con il ministero dell’Ambiente, ha partecipato ad un’azione
avente per oggetto la conduzione di una LCA secondo le norme
della serie ISO 14040.
In particolare è stata scelta, come prodotto tipo,
la scrivania di differenti linee in modo da prendere in esame
differenti tipologie di materiali come, per esempio: pannelli
in truciolare, pannelli MDF, carte melamminiche, laminati,
carte calandrate in PVC, impiallacciati, legni multistrato,
acciaio, alluminio, plastiche, cuoio, ecc..
È subito risultato evidente all’azienda come
le due azioni, nate separatamente nell’ambito di progetti
diversi, avessero in realtà profonde sinergie e finissero
per influenzarsi a vicenda fino a prefigurare, in pratica,
un sistema di gestione orientato al prodotto. L’analisi
del ciclo di vita ha comportato il reperimento di informazioni
da oltre 50 fornitori, il cui coinvolgimento costituisce la
premessa per quell’allargamento del controllo di gestione
ai fornitori ed appaltatori che costituisce il passo essenziale
per il passaggio da un sistema di gestione ambientale tradizionale
ad un POEMS.
Queste esperienze testimoniano una crescente attenzione verso
il prodotto anche come possibile materia su cui ottenere un
maggiore riconoscimento dell’impegno profuso nell’attuazione
di un sistema di gestione ambientale, e d’altra parte
i POEMS possono rappresentare uno degli strumenti privilegiati
per l’attuazione dei principi della IPP (Integrated
Product Policy) in un’impresa. Ma per rendere realmente
efficaci tali sistemi ai fini di un reale e consistente contenimento
degli impatti ambientali occorre renderli accessibili al maggior
numero possibile di imprese; per questo è necessario
semplificarli quanto più possibile nelle parti burocratiche
mantenendo le sole parti sostanziali e mettere a disposizione
delle aziende degli strumenti di supporto che rendano più
semplice ed economica la LCA dei prodotti.
Rispetto ad un sistema di gestione ambientale tradizionale,
un POEMS si differenzia sostanzialmente nell’attuazione
di alcuni elementi fortemente improntati ai principi della
IPP, quali la comunicazione ambientale, lo sviluppo del prodotto,
la scelta di fornitori e appaltatori, gli acquisti e la produzione.
E’ quindi la fase di analisi ambientale, condotta a
monte della pianificazione e dell’attuazione del sistema
di gestione ambientale, che va modificata per tenere conto
degli aspetti del prodotto e delle interazioni con i fornitori.
Questo avrà una ripercussione su tutte le fasi successive,
dalla definizione della politica ambientale alla individuazione
degli obiettivi di miglioramento.
Ma l’elemento che maggiormente può attrarre il
sistema imprenditoriale va individuato nella comunicazione:
la promozione ed il marketing dei propri prodotti sono il
fattore principale che può contribuire al successo
di esperienze di questo tipo, laddove si riconosca, da parte
del mercato, un vantaggio per la comunità nell’acquisto
di prodotti eco-compatibili. Le modalità di comunicazione
ambientale, che consentano di veicolare in maniera corretta
le relative informazioni, previste dalla ISO 14001, prescritta
da EMAS mediante la dichiarazione ambientale e codificata,
per i prodotti, dalle norme ISO 14020 relative all’etichettatura,
sono attualmente allo studio in ambito ISO per l’elaborazione
di una norma specifica sulla comunicazione ambientale: la
futura ISO 14063. Questo strumento potrà in futuro
fornire ulteriori risposte alle necessità di promozione
degli strumenti volontari ed alle necessità di
visibilità delle aziende che vi aderiscono.
Note:
(1) Commissione delle
Comunità europee - COM (2001) 68 - Libro Verde sulla
politica integrata relativa ai prodotti.
(2) Regolamento (CE) N. 761/2001
del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 marzo 2001 sull'adesione
volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di
ecogestione e audit (EMAS).
(3) ISO/CD 14001.2 Environmental
management systems - Requirements with guidance for use (2003-01-23).
Luca Andriola
Docente in Certificazione ambientale, Università
dell’Aquila
Membro GL 1 "SGA" della Commissione Ambiente UNI
Roberto Luciani
Ricercatore Senior ENEA
Membro GL 1 "SGA" della Commissione Ambiente UNI
Stefano Sibilio
Funzionario Tecnico UNI – Commissione Ambiente
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| The
implementation of POEMS: Product-Oriented Environmental
Management Systems
The acronym POEMS identifies the Product-Oriented
Environmental Management System, a new possible expansion
of the implementation of Environmental Management Systems
that take into proper account all the environmental
aspects of the organization implementing the system.
The revision of EMAS Regulation requires products to
be considered within the EMS when they have an environmental
impact. Also the revision of ISO 14001, under discussion
within ISO/TC 207, seems to give more importance to
the relevant aspects of products. POEMS could be an
answer to the need to integrate the process approach
with the product life-cycle approach. |
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