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La valutazione ambientale di siti e organizzazioni: la norma ISO 14015

L'ambiente, con i suoi vincoli, le sue leggi, l'attenzione che suscita nell'opinione pubblica, ha un peso sempre più rilevante sullo sviluppo di una impresa. Per i gestori più attenti l'ambiente è una delle variabili da considerare nella definizione di una strategia aziendale.
Conoscere e valutare le problematiche ambientali connesse con un sito o con una organizzazione è necessario sia per coloro che gestiscono una organizzazione ma ancor di più per un potenziale acquirente. Infatti la presenza di passività ambientali può influire in modo rilevante sul valore del bene oggetto della transazione.
Con la globalizzazione dell'economia sono sempre più frequenti acquisizioni o fusioni tra aziende operanti in diversi mercati e pertanto è sempre più diffusa la prassi di subordinare la operatività di una transazione ad una preventiva valutazione tecnica, contabile e patrimoniale dell'oggetto della transazione da parte dell'acquirente o di un ente terzo. Questa operazione, nota con il termine due diligence, include sempre più frequentemente anche la valutazione di come l'oggetto della transazione - l'impresa nel suo insieme, il sito produttivo con gli impianti e il relativo terreno, l'area di business con i prodotti e i servizi - si confronta con gli aspetti ambientali. Una valutazione di questo tipo può essere realizzata mediante una metodologia che prende il nome di Valutazione ambientale di siti e organizzazioni dall'inglese Environmental Assessment of Sites and Organizations (EASO).

La norma ISO 14015

L'ISO, per facilitare la realizzazione della EASO ed uniformare la terminologia e la metodica, ha pubblicato alla fine del 2001 la norma ISO 14015:2001 dal titolo: Gestione ambientale - Valutazione ambientale di siti e organizzazioni (EASO).
La norma, dopo alcune definizioni dei termini usati, presenta uno schema di lavoro nel quale un ruolo preminente è dato da due figure: il cliente, cioè il committente la valutazione e il valutatore (assessor).
Il cliente, previo accordo con il rappresentante del sito o della organizzazione oggetto della valutazione, deve in primo luogo stabilire gli obiettivi e l'ampiezza della valutazione, fissare i criteri per la valutazione stessa, rendere disponibile l'accesso al sito e ai documenti, e scegliere il valutatore (o i valutatori) ai quali fornire l'autorità necessaria per compiere la valutazione.
Il valutatore, con la collaborazione del committente, predispone il piano di lavoro e lo fa approvare dal committente stesso. La qualità di una valutazione dipende molto da come il committente imposta e definisce il lavoro: in questa fase la chiarezza nell'individuazione degli obiettivi e dei criteri, è fondamentale.
La norma, pur senza entrare nei dettagli sulle competenze e sulla qualificazione del valutatore, fissa tuttavia dei principi che delineano bene questa figura professionale. Dice infatti che la qualità di una valutazione ambientale richiede che il valutatore abbia un sufficiente livello di scolarità e di addestramento e una rilevante esperienza di lavoro, come pure conoscenze e competenze nella legislazione e nella regolamentazione ambientale, nelle scienze e nella tecnologia ambientale, nella gestione dei dati economici e di mercato, negli aspetti ambientali connessi con i vari processi, negli strumenti operativi e nelle tecniche di valutazione. Una figura professionale così complessa è giustificata dalla delicatezza e responsabilità che viene affidata al valutatore.

La realizzazione della EASO

Nello sviluppo della valutazione è sempre necessario aver presente le indicazioni ricevute dal committente sia per quanto riguarda l'oggetto della valutazione con i suoi confini, sia l'arco temporale che deve essere coperto dall'analisi e le ricadute che devono essere considerate.
Un passaggio importante per condurre una buona valutazione è la preventiva definizione, con il committente, dei criteri che devono essere presi in considerazione. Infatti in funzione dei criteri, si sviluppano la raccolta della documentazione, le visite al sito e le interviste. Tra i criteri la norma ricorda: i requisiti richiesti dalla legislazione ambientale, dalle autorizzazioni, dalle prescrizioni delle autorità, applicabili all'oggetto della valutazione, nonché le ragionevoli previsioni sulla evoluzione della legislazione; le regole e i requisiti stabiliti dal committente per la gestione ambientale; le richieste e le clausole poste da terze parti quali compagnie di assicurazioni, istituti finanziari e infine lo stato degli impianti.
A questi criteri si possono aggiungere le aspettative del sistema sociale presente nel territorio. Se vi sono rapporti difficili con il contesto sociale in cui opera l'azienda, magari per preconcetti o per fatti accaduti nel passato, può non essere sufficiente che attività svolte in un sito siano condotte in modo da rispettare i limiti di legge. Queste tensioni devono emergere nella valutazione del sito e della organizzazione in quanto possono rappresentare un vincolo anche rilevante o potenziali sorgenti di contestazione.
La EASO si realizza attraverso la raccolta di informazioni che devono essere oggettivate mediante la consultazione di documenti, registrazioni, visite in loco ed interviste e tali da essere sufficienti per poter esprimere una valutazione completa e rappresentativa della situazione reale del sito o dell'organizzazione. La norma ISO 14015 fornisce un elenco di queste informazioni che devono essere raccolte, elenco che è simile a quello normalmente usato per realizzare l'analisi ambientale del sito che, come è noto, è il primo passo per l'introduzione del sistema di gestione ambientale secondo lo schema illustrato dalla norma ISO 14001.
Oltre all'elenco delle informazioni da raccogliere, vengono anche esemplificate le tipologie dei documenti da esaminare o le fonti che non riguardano solo quelle interne all'organizzazione, ma anche quelle esterne incluse le autorità locali.
La visita al sito è parte fondamentale della EASO. Solo girando per i reparti, osservando il terreno circostante, lo stato dell'ambiente nelle immediate vicinanze, la presenza di rumore o di odori, è possibile cogliere una serie di stimoli che consentono di comprendere meglio quanto emerge dalla lettura dei documenti e di indirizzare su aspetti concreti le interviste con gli operatori. Anche per le interviste, la norma suggerisce un elenco esemplificativo di persone interne all'organizzazione e di persone appartenenti ad enti esterni in grado di fornire indicazioni sullo stato del sito e dell'organizzazione riguardo alla problematica ambientale.
È interessante notare che in questo elenco sono citati anche i dipendenti che hanno lasciato l'organizzazione per limiti di età. Questi pensionati il più delle volte rappresentano la memoria storica di come era l'impresa molti anni fa. Mentre può essere relativamente facile valutare lo stato attuale di un sito, se si hanno dei dubbi sullo stato del suolo, le testimonianze di coloro che vi hanno lavorato magari venti o trenta anni fa, sono preziose per ricostruire i vecchi processi utilizzati, con le loro materie prime e i loro rifiuti, che possono essere stati depositati, come era consuetudine, entro il perimetro del sito. Altra informazione importante è ricostruire i cambiamenti nel tempo delle tecnologie impiegate. Durante le interviste è opportuno verificare se non vi siano reticenze dovute a scarsa conoscenza dei fatti o volute. In questi casi l'esperienza e la sensibilità del valutatore consente di accorgersi e di superarle, utilizzando magari incroci con altre fonti di informazione.

Il rapporto finale

Tutte le informazioni raccolte durante le interviste e la lettura dei documenti, devono essere controllate e gli eventuali dubbi sulla loro completezza devono essere esposti nel rapporto finale al committente. Il valutatore, in assenza di informazioni certe, ma in presenza di informazioni frammentarie, può sulla base della propria esperienza trarre dei giudizi; ma questa possibilità è opportuno che venga esercitata solo in casi di necessità. La valutazione finale consiste nel determinare le criticità ambientali rilevate nel sito e nell'organizzazione e nel valutare gli effetti che si possono avere sia nella gestione dell'impresa, sia sul piano economico che tecnico.
Le criticità che emergono dal confronto tra i criteri definiti per la verifica e le informazioni raccolte, possono riguardare carenze rispetto alla normativa, mancanza di autorizzazioni, impianti non idonei o mal gestiti, carenze nei dispositivi di sicurezza, uso improprio di determinati prodotti pericolosi e così via. La quantificazione degli effetti che le carenze rilevate possono avere sul valore patrimoniale dell'attività, può non sempre essere richiesta, ma è indubbiamente l'atto conclusivo della EASO. In questa fase il valutatore può essere affiancato da altri esperti che lo possono aiutare nella quantificazione degli interventi necessari per dare al sito e all'organizzazione l'assetto desiderato.
In questa quantificazione, oltre ai costi, è opportuno stimare il tempo necessario per realizzare gli interventi richiesti e considerare anche le spese accessorie per ricuperare l'immagine dell'azienda, se questa è stata danneggiata dai comportamenti pregressi.
Le conclusioni della valutazione devono essere riportate nel rapporto finale che deve essere il più chiaro e conciso possibile affinché il committente lo possa utilizzare nel migliore dei modi. Il rapporto finale, se le circostanze lo richiedono, può anche essere orale, ma è più opportuno che sia scritto.
La norma ISO 14015 termina ricordando che il rapporto finale è proprietà del committente e tutte le informazioni in esso contenute sono confidenziali e a questa condizione di riservatezza si deve sempre attenere il valutatore.

La ISO 14015 è sostanzialmente una linea guida, molto utile per chi è chiamato a svolgere una EASO e racchiude in sé molti dei principi che si trovano in altre norme della serie ISO 14000, come quelle riguardanti l'audit ambientale e la valutazione delle prestazioni ambientali.
L'autore di questo articolo ha avuto occasione di svolgere alcune EASO per conto di committenti che desideravano operare una acquisizione. In alcuni casi le conclusioni raggiunte hanno inciso sulla determinazione finale del prezzo di acquisto della attività, in altri casi hanno contribuito, con considerazioni tecnico-economiche, a dissuadere il potenziale acquirente dal proseguire nelle trattative. Risulta pertanto che il valutatore, nell'accettare l'incarico di effettuare una EASO, assume verso il committente una ben precisa responsabilità e deve mettere in gioco tutta la sua professionalità in materia ambientale.

Mario Dubini
Istituto per l'Ambiente - Milano
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The new standard ISO 14015
ISO 14015 is a new environmental standard looks set to prove a useful and timely tool for business and financial managers. The environmental assessment of sites and organizations (EASO) may be one of an organization's operational activities, carried out on the acquisition or divestiture of assets, or conducted as part of a broader business assessment often referred to as "due diligence".



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