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Gestione della sicurezza sul lavoro: un riferimento UNI

L'opportunità o meno di redigere dei documenti normativi che descrivessero un sistema di gestione della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro è stata discussa appassionatamente, a livello internazionale, europeo e nazionale, tra i diversi enti normatori e le componenti sociali ed industriali che ne animano l'attività.

Nell'ormai lontano settembre 1996, l'ISO organizzò un workshop a Ginevra sull'Occupational Health and Safety (OH&S), ma la maggioranza dei partecipanti si dichiarò contraria ad avviare normative internazionali sull'argomento.
Nel settembre 1998, l'Assemblea Generale dell'ISO suggerì ai Paesi membri di riesaminare la posizione espressa nel 1996, ma si confermò ancora che non esisteva la volontà di elaborare norme internazionali sull'argomento, anche se alcuni documenti nazionali, seppur non normativi, cominciavano ad essere pubblicati.

Nel novembre 1999, visto il proliferare di alcune attività nazionali sul tema dell'OH&S, si tentò nuovamente di verificare un possibile cambiamento di opinione all'interno dei Paesi membri ISO. Il BSI (l'ente normatore inglese) avanzò una richiesta di creazione di un Comitato Tecnico sull'argomento, che venne nuovamente posta al voto in ISO, con scadenza marzo 2000.
Nel giugno dello stesso anno, il Technical Management Board dell'ISO prese ancora una volta atto dell'esito negativo, seppur di poco, della votazione, rifiutò anche una proposta dell'International Labour Organisation di sottoporre ad inchiesta ISO un proprio documento e decise di non avviare alcuna attività internazionale in merito.
Durante tutto questo periodo, l'Italia si è riconosciuta nelle decisioni prese dall'ISO, in quanto ha sempre temuto una ulteriore sovraregolamentazione della materia, unita all'introduzione di un sistema di certificazione che potesse divenire, in qualche modo, quasi obbligatorio.
Questi timori, per molti versi comprensibili, non potevano però nascondere una realtà altrettanto innegabile: la necessità di creare le premesse per un ulteriore miglioramento, rispetto a quanto già fatto, delle condizioni di salute e di sicurezza nell'ambiente di lavoro.
Questa considerazione ha spinto l'INAIL a proporre all'UNI l'elaborazione di un documento comune che potesse rappresentare una linea guida per le aziende interessate ad introdurre nella propria organizzazione un sistema di gestione della salute e della sicurezza e non prevedesse alcun obbligo certificativo.
L'idea è stata subito accolta positivamente dall'ISPESL, che si è reso disponibile a collaborare ai lavori.
La delicatezza e la complessità dell'argomento erano però tali da non far ritenere possibile un suo sviluppo senza la partecipazione e la condivisione delle parti sociali. Sono stati presi pertanto contatti con le più importanti organizzazioni rappresentative degli imprenditori e dei lavoratori, giungendo ad un generale accordo sull'opportunità di avviare un tavolo di elaborazione di un documento comune che si basasse su due importanti e irrinunciabili premesse:

  • che la pubblicazione non dovesse essere considerata una norma o una specifica tecnica da utilizzare a scopo di certificazione di parte terza né per attività di vigilanza da parte delle Autorità di controllo in materia di sicurezza ed igiene del lavoro;
  • che il seguire le linee guida contenute nel documento non fosse un obbligo di legge ma una decisione volontaria liberamente assunta.

Su tali premesse, CGIL, CISL, CNA, CONFAGRICOLTURA, CONFAPI, CONFARTIGIANATO, CONFCOMMERCIO, CONFINDUSTRIA, INAIL, ISPESL, UIL e UNI hanno lavorato per alcuni mesi, in un clima di grande collaborazione e di reale ricerca del consenso, ognuno rinunciando a qualcosa e difendendo strenuamente qualcosa d'altro, per giungere infine ad un documento approvato da tutti, sviluppato sulle seguenti idee.
La gestione della salute e della sicurezza sul lavoro costituisce parte integrante della gestione generale dell'azienda.
La realizzazione degli obiettivi di salute e sicurezza nelle aziende non comporta l'obbligo né la necessità di adozione di sistemi di gestione della sicurezza.
Un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) integra obiettivi e politiche per la salute e sicurezza nella progettazione e gestione di sistemi di lavoro e di produzione di beni o servizi.
Il SGSL definisce le modalità per individuare, all'interno della struttura organizzativa aziendale, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione della politica aziendale di prevenzione, nel rispetto delle norme di salute e sicurezza vigenti.

Il SGSL, che prevede un'adozione volontaria, potrà avere successo perché fermo restando il rispetto delle norme di legge:

  • il monitoraggio è effettuato preferibilmente con personale interno all'impresa/organizzazione;
  • non è soggetto a certificazione da parte terza imposta da norme di legge;
  • è economicamente giustificabile, in quanto produce anche economie di gestione;
  • si adatta alle specifiche caratteristiche dell'impresa/organizzazione;
  • migliora le capacità di adattamento all'evoluzione di leggi, regolamenti e norme di buona tecnica;
  • non è sottoposto, in quanto tale, al controllo delle Autorità di vigilanza;
  • coinvolge i lavoratori e i loro rappresentanti nel sistema di gestione.
Il principio della volontarietà è un principio fondamentale, infatti:
  • il SGSL è uno strumento nuovo nel campo della salute e sicurezza sul lavoro da sperimentare, con numerose implicazioni di ordine tecnico, organizzativo e procedurale, la cui eventuale imposizione dall'esterno attraverso schemi organizzativi uguali per tutti o obblighi di certificazione comporterebbe tra l'altro difficoltà di gestione con riferimento a tipologie, dimensioni e caratteristiche delle differenti realtà aziendali;
  • la politica di gestione della sicurezza, gli obiettivi di miglioramento a valle della valutazione dei rischi, l'organizzazione e le risorse tecniche ed economiche finalizzate alla realizzazione del sistema ed al conseguimento degli obiettivi di miglioramento devono rimanere nell'ambito delle attribuzioni e delle responsabilità esclusive dell'imprenditore;
  • l'attività di vigilanza da parte delle Autorità competenti si esplica esclusivamente su norme cogenti.

    Il SGSL, descritto nella guida, ha validità generale e la sua applicazione va modulata tenendo conto delle caratteristiche complessive dell'impresa/organizzazione (dimensioni, tipologie produttive, cicli tecnologici, struttura dell'organizzazione, ecc.) che intende adottarlo.
    In taluni settori, regolamentati da leggi specifiche, e/o comparti l'applicazione della guida può necessitare di ulteriori documenti esemplificativi e/o integrativi.
    L'attività del Gruppo è così terminata; forse non lo saranno altrettanto le discussioni sull'applicazione o meno di un sistema e, in questo caso, di quale. L'UNI spera di aver portato comunque un contributo alla soluzione di questo problema e che le varie imprese ed associazioni condividano il contenuto del documento o si propongano costruttivamente per un suo ulteriore miglioramento.


    Il documento, che sarà presentato nell'ambito del convegno "Sistema di gestione della sicurezza" (Modena, 28 settembre 2001), sarà disponibile e scaricabile liberamente da Internet entro la fine del mese di settembre.
    Per ulteriori informazioni:
    Roberto Morandi
    Direzione sviluppo UNI
    e-mail: direzione.sviluppo@uni.com

    13/09/2001

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    "Aziende con pericolo di incidente rilevante: Guida alla redazione del Rapporto di Sicurezza (D.lgs. 334/99)"


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