| L’anno
europeo delle persone disabili è un’occasione
per fare riflettere il mondo della normazione sul proprio
ruolo sociale: secondo il principio della “accessibilità
per tutti” ogni essere umano deve poter accedere
ad ogni ambiente, a prodotti e servizi -sul lavoro e nella
vita privata- dove “tutti” significa anche i bambini,
gli anziani, i portatori di handicap.
Il supporto che deve quindi fornire il mondo della normazione
deve consentire una corretta fabbricazione dei prodotti e
la loro interoperabilità al fine che i “meno
abili” e i portatori di handicap possano integrarsi
nella società.
Con le testimonianze politiche, lo stimolo dei consumatori
ed alcuni esempi di programmi innovativi finalizzati all’accessibilità
e alla non discriminazione, in questo dossier cerchiamo di
fare un quadro delle prospettive che -come futuri anziani
e quindi “meno abili”- ci attendono, riflettendo
sulle parole di Giuseppe Pontiggia (“Nati due volte”,
Mondatori Editore).
"Che cosa è normale? Niente. Chi è
normale? Nessuno.
Quando si è feriti dalla diversità, la prima
reazione non è di accettarla, ma di negarla. E lo si
fa cominciando a negare la normalità... Tutto diventa
eccezione ed il bisogno della norma, allontanato dalla porta,
si riaffaccia ancora più temibile dalla finestra. Si
finisce così per rafforzarlo, come un virus reso invulnerabile
dalle cure per sopprimerlo. Non è negando le differenze
che lo si combatte, ma modificando l’immagine della
norma.
Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde “razza
umana”, non ignora le differenze, le omette in un orizzonte
più ampio, che le include e le supera..."
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