Sviluppo sostenibile: sviluppo che è
in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente
senza compromettere la possibilità che le generazioni
future riescano a soddisfare i propri. Trasferire questo concetto
generale nel processo di costruzione significa riportare,
al centro della programmazione e della realizzazione degli
interventi edilizi, l’equilibrio basato su due rapporti
fondamentali: l’interazione tra l’opera e il sito
e quella tra entrambi e l’ambiente.
La progressiva presa di coscienza del fatto che non sia sostenibile
uno sviluppo basato sull’uso irrazionale di risorse
limitate, che consideri ogni intervento a sé stante
e non in un’ottica di sistema, sta comportando di fatto
un cambiamento, in termini evolutivi, dello “stato
dell’arte” del costruire.
Di fronte a tale scenario, il mondo della normazione deve
essere pronto a cogliere il mutamento del quadro di esigenze
alle quali dovrà rispondere la prossima generazione
di norme per le costruzioni. L’obiettivo delle norme
tecniche è infatti quello di stabilire lo stato
dell’arte in un determinato contesto e di adeguarvisi nel
tempo.
Già dalla Conferenza CEN sul futuro della normazione
nel settore costruzioni, tenutasi a Malta lo scorso autunno,
la sostenibilità del costruire è stata chiaramente
indicata quale linea strategica lungo la quale si dovranno
sviluppare i lavori normativi europei nei prossimi anni. Anche
a livello nazionale, il Comitato Costruzioni UNI, organismo
di coordinamento e di indirizzo delle politiche normative
del mondo delle costruzioni, ha individuato nella sostenibilità
un aspetto da cui non può prescindere la pianificazione
dei lavori normativi futuri.
La tematica è di seguito affrontata ripercorrendo le
fasi del processo di costruzione in modo che ciascuno degli
attori coinvolti (produttori, progettisti, imprese) esprima
il proprio punto di vista ed evidenzi implicazioni ed opportunità
dell’edilizia sostenibile.
Alberto Galeotto
Coordinatore Comparto Costruzioni UNI
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