Il processo di condivisione del sapere, da qualsiasi parte
lo si guardi, è un momento di accrescimento di uno
dei capitali più importanti che l’uomo possieda:
la conoscenza.
Sia chi mette in condivisione la propria competenza, sia chi
si apre a nuove esperienze contribuiscono in ugual modo ad
alimentare un processo di trasferimento di conoscenze che
non può che portare ad un reciproco arricchimento.
La conoscenza, un tempo bene individuale, legato alla sfera
della cultura personale, viene sempre più vista come
un bene generale della società ed un valore irrinunciabile
per l’organizzazione in cui l’individuo opera,
un valore che va analizzato, salvaguardato ed accresciuto.
In un mondo in continua evoluzione, in cui ciò che
governa non è il cambiamento (ormai concettualmente
accettato da tutti), ma la velocità con cui questo
si manifesta, l’adattamento è la sola risposta
vincente e l’apprendimento non può che costituirne
il catalizzatore accelerante.
La conoscenza e la comunicazione sono i nuovi capisaldi su
cui si costruiscono le nuove strategie imprenditoriali, non
importa se a livello privato o di pubblica amministrazione
e la formazione diventa necessità inderogabile e diritto
irrinunciabile, in ogni momento della vita professionale di
una persona.
Le nuove tecnologie permettono di operare, ora, una quadratura
del cerchio una volta impossibile: formare con continuità
le persone senza rinunciare alla loro attività sul
posto di lavoro. La formazione a distanza e le tecniche basate
su internet e sull’istantanea condivisione del sapere
permettono di sfruttare il tempo e lo spazio ad un livello
pochi anni fa inimmaginabile.
In queste pagine, l’UNI cerca di offrire ai suoi lettori
qualche contributo per una meditazione su uno degli aspetti
meno eclatanti ma più dirompenti della società
post-industriale.
Roberto Morandi
Direttore Sviluppo UNI
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