È ormai un dato di fatto che, al di là delle contestazioni, la globalizzazione dei mercati sta diventando sempre più una realtà che non si può ignorare.
Oggi qualsiasi impresa deve misurarsi su scala mondiale: non è più possibile pensare di sopravvivere contando esclusivamente sul mercato nazionale, e nemmeno di operare in regime di autarchia senza confrontarsi, anche nel proprio Paese, con una agguerrita concorrenza straniera.
In tale contesto, il panorama si allarga a sempre nuove aree geografiche. Da un lato, infatti, il mercato nei paesi già avanzati è ormai saturo e quindi sempre più limitato al ricambio dei beni, per cui si deve cercare espansione nei paesi non ancora sviluppati. D'altro canto, è anche vero che in questi ultimi i bassi costi di manodopera consentono loro di immettere sui nostri mercati prodotti a prezzi assolutamente competitivi.
Tutto ciò sta portando a drammatiche tensioni per lo scontro di culture ed interessi diversi.
Non è pensabile di allargare il mercato con una sorta di nuovo "colonialismo" economico e commerciale, così come non si può sperare di difendersi pretendendo di applicare forzosamente e "tout-court", in paesi con tradizioni, religioni e culture lontane dalle nostre, gli stessi principi che sono alla base della nostra società.
Solo un forte processo di integrazione, basato su una graduale ma costante comprensione e conoscenza reciproca, può portare a superare le attuali distanze e diffidenze e far sì che si possano veramente abbattere tutti i tipi di barriere che ancora si frappongono ad una effettiva globalizzazione.
In questo contesto, un ruolo importante può venire svolto dalla normazione e dalla certificazione. Quante volte, nei vari incontri con delegazioni di paesi che solo oggi si stanno aprendo ai mercati mondiali ci siamo trovati di fronte ad atteggiamenti di diffidenza verso i nostri prodotti, dovuti anche alla difficoltà di distinguere quelli originali dalle purtroppo frequenti contraffazioni!
Una integrazione delle norme ed un sempre più ampio mutuo riconoscimento di marchi e certificati di prova è condizione essenziale per realizzare un vero libero scambio.
La consapevolezza di questi principi è forte nell'ISO che sta dedicando molte risorse ai paesi in via di sviluppo, la cui partecipazione alla normazione è oggetto di grande interesse da parte degli organismi internazionali, come il WTO.
L'ISO si è attivato da anni su due direzioni: la prima sul piano culturale, per la diffusione dei valori che sono alla base della normazione volontaria, la seconda in termini operativi, per fornire le procedure e gli strumenti, anche informatici, necessari. L'attività dell'UNI va esattamente nella stessa direzione.
Le politiche dell'UNI hanno sempre dato forte peso all'attività internazionale mirata a spianare il mercato alle imprese nazionali. Siamo ben consci delle difficoltà che le nostre imprese spesso incontrano per gli ostacoli tecnici di varia natura che ancora vengono interposti da diversi paesi. Test particolari, etichettature specifiche, controlli doganali, ecc... sono problemi non sempre facilmente risolvibili. L'UNI può fare molto per risolvere tali problemi, grazie ai rapporti che lo legano ai corrispettivi organismi di normazione dei paesi in questione, attraverso i quali si può raggiungere la necessaria armonizzazione di norme e di controlli.
Molti sono gli accordi già stipulati. Accordi che prevedono sia scambi di visite e seminari per una migliore conoscenza e, conseguente, fiducia reciproca, sia una collaborazione finalizzata all'armonizzazione di norme e metodi di prova. Prevedono inoltre l'assistenza tecnica dell'UNI per aiutare lo sviluppo degli organismi di normazione in aree dove la tradizione italiana ha una presenza privilegiata, come, per esempio, il Sud America, oppure in quelle destinate a diventare, nel breve e medio termine, nuovi membri dell'Unione Europea e, di conseguenza, nuovi attori del mercato globale europeo.
È un impegno significativo per l'UNI, che ha però bisogno di rafforzare quella squadra che in altri paesi, come Francia, Germania e Gran Bretagna, vede operare in maniera strettamente coordinata organismo di normazione, ministeri e imprese.
Per evitare dispersione di risorse, riteniamo tale coordinamento estremamente importante ed è in tal senso che, nelle Linee Strategiche UNI per il prossimo futuro, sono state previste specifiche azioni mirate, per quanto di nostra competenza. Ci auguriamo di trovare l'adesione e la collaborazione di tutte le parti in causa.
|