La rapida trasformazione del contesto politico e socio-economico avvenuta negli ultimi anni, e più ancora negli ultimi mesi, è sotto gli occhi di tutti. Né si può sostenere che il cambiamento in corso stia per concludersi: anzi è probabile che questo acquisisca una velocità sempre maggiore, tanto da richiedere a tutti i soggetti coinvolti una pronta azione di adeguamento, per evitare di esserne travolti.
Pur volendo restringere l'ottica al mondo a noi più vicino, in primo luogo all'Europa e in secondo al nostro Paese, constatiamo l'esistenza di grandi trasformazioni in atto: da un lato l'allargamento dell'Unione Europea ad una molteplicità di Paesi, che accrescerà enormemente l'area di mercato europeo di libero scambio, dall'altro l'operazione di decentramento politico/amministrativo in Italia che accentuerà, in misura ancora non ben chiara, il ruolo delle Regioni quali soggetti attivi di politiche e approcci autonomi.
A tutto ciò va aggiunto il cambiamento in atto nei ruoli e nei rapporti tra le forze dell'imprenditoria, quelle della società civile e delle pubbliche amministrazioni, attraverso aggiustamenti successivi, che andranno a configurare un nuovo sistema di equilibri, caratteristico di una società "pił avanzata".
Gli enti di normazione, e quindi l'UNI, si inseriscono, per loro natura, al centro di questo scenario in trasformazione.
È evidente che in questo contesto crescerà l'importanza, l'utilità e la strumentalità di norme, regole e comportamenti armonizzati e condivisi sia all'interno di ciascun mercato nazionale sia a livello internazionale.
Ecco quindi che l'attività di normazione si pone quale mezzo cruciale per fare in modo che gli scambi di prodotti e servizi tra le nuove realtà economiche e geo-politiche siano favoriti dall'assenza e dall'abbattimento degli ostacoli che a ciò si frappongono, dal mutuo riconoscimento di comuni standard di qualità, all'individuazione delle modalità che contribuiscono alla riduzione dei costi dei prodotti e all'aumento della trasparenza nelle transazioni.
I vantaggi economici della normazione, già noti in passato, diverranno sempre più significativi ed evidenti a chi li saprà sfruttare.
Questo è tuttavia un punto delicato, sul quale è opportuno soffermarsi. Da una ricerca svolta in Germania, Austria e Svizzera, curata dagli enti normatori di questi Paesi ed i cui risultati si ha ragione di ritenere che siano estendibili all'Italia, risulta che il significato strategico della normazione spesso sfugga alle persone che detengono il potere decisionale nelle aziende. Ciò significa che il potenziale strategico delle norme non viene sfruttato per ciò che può effettivamente dare. Risulta invece chiaramente che le aziende consapevoli della importanza delle norme colgano l'opportunità di avvantaggiarsi sui concorrenti, sia attraverso l'accesso precoce ad informazioni privilegiate, sia attraverso una partecipazione diretta al processo di normazione ed alla conseguente possibilità di influire sui contenuti delle norme stesse.
Sono innumerevoli gli esempi in cui la partecipazione ai tavoli normativi internazionali si è in seguito concretizzata in un vantaggio competitivo.
La ricerca citata ha posto quindi ancora una volta in evidenza quanto sia utile alle aziende la partecipazione ai lavori normativi e quanto, per converso, possa risultare esiziale l'assenza.
Chiaramente il ruolo dell'ente normatore è essenziale per mettere le aziende nelle migliori condizioni di partecipazione, sia attraverso la fornitura di informazioni tempestive, sia tramite la messa a disposizione di tutta la propria capacità operativa. Tuttavia il ruolo e la partecipazione attiva degli esperti aziendali sono, come ben noto, indispensabili per garantire, attraverso le professionalità specifiche, il raggiungimento di risultati corretti ed utili.
Si diceva dei vantaggi economici della normazione per le imprese; ebbene, questi vantaggi si proiettano, e si moltiplicano, nell'economia dell'intero Paese. In particolare, la ricerca citata ha individuato una stretta correlazione tra normazione e progresso tecnologico.
L'innovazione viene ad essere ampiamente diffusa attraverso le norme e le regole tecniche.
La ricerca esplora infine e definisce il collegamento tra l'impianto normativo e lo sviluppo del commercio estero, trovando anche qui numerosissimi fattori di correlazione.
Le considerazioni precedenti portano ad auspicare una sempre maggiore partecipazione del mondo imprenditoriale all'attività normativa, la cui nascita, all'inizio del '900, è peraltro dovuta proprio ai più intelligenti ed intraprendenti imprenditori dell'epoca, ma anche a sottolineare l'importanza della partecipazione e del sostegno della pubblica amministrazione affinché sia garantito il miglior funzionamento del sistema di normazione, sotto tutti i punti di vista, con la massima attenzione alla salvaguardia della sicurezza dei lavoratori, dei consumatori e della tutela ambientale.
L'adeguarsi al cambiamento dello scenario esterno richiederà all'UNI di perseguire coerentemente l'azione di miglioramento continuo dei propri processi interni, impostata negli ultimi anni, di rilanciare ed intensificare l'interazione positiva con i propri associati, con la pubblica amministrazione e con tutti gli attori coinvolti nel mondo normativo.
Ho lasciato, appositamente, a queste ultime righe qualche considerazione relativa al fondamentale argomento della Qualità, sul quale avremo occasione di tornare in seguito.
Desidero, per ora, ricordare che nel gioco competitivo internazionale saranno favoriti i Paesi e le imprese che sapranno conquistare la fiducia dei mercati attraverso forniture di eccellente qualità, crescente nel tempo, per effetto di quel "miglioramento continuo" che costituisce oggi un paradigma irrinunciabile. Il Sistema Qualità Italia dovrà trarre nuovo slancio, attraverso una intensa e convergente azione di tutti i migliori attori.
Su questo si sta lavorando intensamente ed abbiamo fiducia che se ne vedranno a breve i frutti.
Molte sono quindi le sfide di fronte a noi in questo inizio d'anno 2003. Tutti coloro che si sentono impegnati per superarle sappiano che l'UNI sarà sul campo con tutte le sue forze e la piena volontà di collaborare per raggiungere i comuni obiettivi.
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