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Consensualità e modernizzazione

Consensus and modernization
Silvano Valle - Presidente Comitato Italiano Gas

Il terreno normativo, è noto, è sempre stato un terreno di confronto.
L’esercizio delle idee nel mondo della normazione trova il suo elemento di sfogo naturale nella definizione del consenso, che spesso comporta lunghe e faticose mediazioni.
Si è sempre sostenuto che l’importanza delle norme e quindi il loro successo, sia in larga misura determinato dall’applicabilità in campo delle loro prescrizioni.
Le norme tecniche volontarie prodotte su larghe espressioni consensuali sono pertanto destinate ad un sicuro successo in termini di applicabilità e tale condizione determina un indubbio aiuto all’applicazione di procedimenti e processi, alla facilitazione nei commerci ed al progresso tecnico.

Mi pare importante sottolineare, nel contesto, come tali aspetti siano stati adeguatamente sottolineati negli ultimi anni anche dalla Commissione Europea che ha evidenziato l’accresciuta funzione della normativa a supporto di quella che in fondo è la visione del “Nuovo approccio”, nel suo documento COM(2001) 527 del 26 settembre 2001 che è chiaramente esplicativo in proposito.
E’ mia ferma opinione che anche alcuni dei grandi temi attuali (liberalizzazioni, modernizzazione dell’apparato statale, modernizzazione degli assetti legislativi, maggior ruolo dei cittadini consumatori, etc…) possano trovare una valida base di supporto tecnico nel mondo della normazione e per questo i meccanismi di collaborazione fra i rispettivi settori interessati debbano essere meglio definiti e rifiniti.

Una recente esperienza maturata in ambito UNI può offrire buoni spunti di riflessione per il futuro.
Mi riferisco all’attività effettuata relativamente al Testo Unico per l’edilizia.
Come noto, il Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n. 380 “Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia”, con specifico riferimento al Capo V “Norme per la sicurezza degli impianti” (articoli 107-121) ed al Capo VI (articoli 122-135) “ Norme per il contenimento del consumo di energia negli edifici”, riporta alcune disposizioni che regolano in modo ritenuto non confacente e parziale dagli addetti ai lavori, la disciplina legislativa e regolamentare relativa alle attività di installazioni di impianti.

Per rispondere ai bisogni di coordinamento ed all’esigenza di chiarezza reclamata dai settori impiantistici coinvolti, con l’obiettivo del riordino sistematico della materia, l’UNI provvide a costituire sul finire del 2001 il Comitato “Testo Unico sugli impianti tecnici”, di cui mi fu affidato il coordinamento.
Evito di addentrarmi negli aspetti tecnici del lavoro portato a termine, in quanto l’esperienza, largamente positiva, va appunto ben oltre l’aspetto squisitamente tecnico della questione, che pure è notevole, in quanto il documento prodotto, qualora recepito dalle Istituzioni aventi titolo, contribuirà sicuramente ad eliminare le difformità rilevate e correggere gli errori presenti nel predetto Testo Unico.
L’elemento di maggiore spessore, da analizzare e ben valutare in visione futura, è la dimostrata capacità di costituire in ambito UNI un tavolo tecnico intersettoriale, catalizzando l’interesse dei singoli partecipanti, per arrivare ad un documento condiviso che rispecchia le specifiche necessità di ognuno.
Quale miglior risultato auspicabile in termini di consenso allargato?
Si aprono chiaramente degli scenari nuovi, che portano a superare certe visioni del passato improntate ad una sostenuta settorialità, molto spesso artefice di inopportune chiusure.

Il contesto normativo odierno deve fare tesoro di esperienze quale quella citata, accrescere la cooperazione tra settori, introducendo quegli elementi di flessibilità spesso negati da organizzazioni ed aspetti burocratici.
La modernizzazione del settore normativo non deve essere solo figlia dell’evoluzione tecnologica ma deve abbinarsi ad un diverso modo di pensare e d’intendere i processi e ad un nuovo modo di proporsi verso le Istituzioni, le imprese e i cittadini.
La normazione dunque come un ponte, per consentire a chi voglia operare secondo regole chiare e precise di accedere a modelli riconosciuti e replicabili e per soddisfare le esigenze informative da cui non è possibile prescindere in società evolute.

Silvano Valle
Presidente Comitato Italiano Gas
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