Assumo la Presidenza dell'UNI con particolare emozione. Questa nasce dal fatto che, giovanissimo ingegnere, mi venne affidato dalla Fiat il compito di partecipare, attraverso la CUNA, ai lavori di normazione in ambito ISO. É quindi per me quasi il completamento di un ciclo che mi ha visto passare attraverso varie ed estremamente stimolanti esperienze, in Italia e all'estero, prima nella Divisione Trattori e Macchine Movimento Terra della Fiat, poi alla guida di tutti gli Enti di progettazione e sviluppo della Fiat Allis dal '76 e della Fiat Auto dall'80, per quindi assumere la responsabilità della nuova Direzione Ambiente e Politiche Industriali e la Presidenza del Centro Ricerche Fiat.
Dopo circa 37 anni, ho lasciato gli incarichi operativi in Fiat e sto dedicando tempo ed energie crescenti all'insegnamento, nell'ambito del nuovo Corso di laurea in Ingegneria dell'autoveicolo, presso il Politecnico di Torino.
Ora è con entusiasmo che accetto la prospettiva di dedicarmi all'UNI, e ringrazio il Consiglio Direttivo che mi ha nominato ad un ruolo che è stato prima di me coperto da personalità quali Marchesi, che ha contribuito alla nascita dell'UNI nel 1930, costruendolo sulle solide fondamenta del glorioso Comitato UNIM, nato nel 1921 o come Perucca, indimenticabile professore di Fisica del Politecnico di Torino e Presidente UNI negli anni della ricostruzione post-bellica. Così, via via, fino agli ultimi in ordine di tempo che mi hanno preceduto: Elias, che ha fatto dell'UNI quello che è oggi, attraverso un lungo periodo di ininterrotti progressi, e Colitti che all'UNI ha saputo dare ulteriore impulso.
Non posso non sentirmi onorato di seguire tali giganti. Considero questa nomina alla Presidenza UNI un coronamento professionale e, se mi è consentito, morale, dopo anni di appassionato lavoro nell'industria, pur essendo consapevole della grande difficoltà che essa comporta. Mi è di conforto sapere di poter contare su un Consiglio di altissimo profilo, su una struttura UNI che ha dimostrato in questi ultimi anni un elevato livello professionale ottenendo risultati di grande importanza, su una squadra di Enti Federati e di Punti UNI pronti a collaborare ed una famiglia di soci ed esperti che costituiscono l'anima portante dell'Ente.
É solo col loro aiuto che l'UNI potrà superare le sfide che oggi ci attendono. É presto per dare ora una precisa indicazione delle linee strategiche di azione che mi propongo di tracciare, in accordo con i nostri partner e con gli organi direttivi dell'Ente, dopo aver approfondito problematiche e prospettive. Poche cose possono tuttavia già essere dette.
- L'ultimo triennio ha visto risultati di bilancio di assoluto rispetto, un consistente aumento del numero di norme pubblicate, con recupero dell'arretrato e un significativo aumento del numero di Soci. Ciò dimostra che l'UNI è ormai diventata una realtà sana ed apprezzata, con una struttura già tesa al miglioramento, e di questo dobbiamo tutti darne atto. Ciò non potrà però significare per noi dormire sugli allori perché, come sappiamo, il miglioramento deve costituire un processo senza termine, anche se la continua crescita degli obiettivi pone difficoltà sempre maggiori.
- Andrà rafforzato il rapporto tra UNI e mondo delle imprese, sia grandi che piccole, sia del mondo industriale che del commercio e dei servizi, attraverso una più completa individuazione dei bisogni, una migliore diffusione della normativa, l'ampliamento dei servizi offerti ed una maggiore partecipazione nei processi di formazione e armonizzazione internazionale delle norme.
- Dovrà essere rinvigorito l'impegno per la diffusione della cultura della normazione.
- Occorrerà accrescere il livello di integrazione tra UNI, Enti Federati e Punti UNI affinché l'intero sistema, attraverso una maggiore coesione, possa incidere con maggiore efficacia.
- Dovremo riaffermare il ruolo dell'UNI nel contesto del Sistema Qualità Italia e della sua evoluzione.
- Si dovrà attentamente seguire l'evoluzione legislativa conseguente alla riforma dei rapporti Stato/Regioni, per le materie e problematiche di nostro interesse.
Questi ed altri saranno i nostri obiettivi, con l'auspicio che l'UNI possa sempre meglio rispondere a quel ruolo che ormai la globalizzazione del mercato ed una Unione Europea allargata a sempre nuovi Paesi, ci chiamano a svolgere a sostegno e difesa degli interessi delle nostre imprese e dei consumatori. Sono obiettivi importanti, sui quali mi impegnerò personalmente con entusiasmo, ma che so bene si potranno raggiungere solo con la collaborazione di tutti.
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