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All'UNI un nuovo direttore generale nel segno della continuità

No change in UNI's course with its New General Director

Con il 1° di settembre 2003 Paolo Morelli, dopo più di un decennio alla guida delle strutture dell'UNI quale direttore generale, lascia gli incarichi operativi dell'Associazione a causa ...... dell'ineluttabile scorrere del tempo. Ho avuto il piacere di conoscere Paolo Morelli fin dal suo arrivo in UNI ed ho potuto apprezzarne le grandi qualità professionali durante i molti anni di mia partecipazione al Consiglio direttivo. Sono stati anni molto positivi per l'UNI, durante i quali sono stati raggiunti importanti traguardi organizzativi, operativi e di crescita. Ultimamente, con l'assunzione della presidenza, ho avuto modo di conoscerlo più da vicino anche dal lato umano, traendone motivo di grande apprezzamento per le sue qualità improntate all'equilibrio, alla saggezza e alla grande capacità di valutazione di problemi e circostanze. Credo che Morelli sentirà la mancanza dell'UNI, ma sappiamo che anche l'UNI sentirà molto la sua mancanza.
Gli succede, come da delibera del Consiglio, Alessandro Santoro. A chi è vicino all'UNI e ne segue le attività, la figura e la persona di Santoro sono ben note. Da molti anni, ha operato con grande passione ed efficacia nell'Associazione, in posizioni manageriali di responsabilità via via crescente, che gli hanno consentito di valutare ed affrontare con successo la grande varietà di problematiche caratteristiche del nostro Ente.
L'UNI viene quindi affidato a mani esperte e sicure, che sapranno condurre con chiarezza e determinazione l'Ente nel prossimo impegnativo cammino.
A Paolo Morelli un sentito ringraziamento e un caro saluto, ad Alessandro Santoro un cordialissimo "in bocca al lupo!"

Paolo Scolari


IL COMMIATO DELL'ING. MORELLI

Mi sembra ieri quando, nel giugno ’92, ho scritto un editoriale di presentazione su U&C in cui affermavo di ritenere il mio arrivo all’UNI una sfida. Sostenevo, infatti, che “arrivando in un Ente in pieno sviluppo” avrei potuto “solo augurarmi di riuscire, nella migliore delle ipotesi, a confermare un trend già consolidato”, mentre se, come buona norma suggerisce, fossi arrivato in un’azienda in difficoltà, “la sicura ripresa che prima o poi comunque si verifica”, avrebbe potuto “essere vista come un merito del nuovo management”.
La sfida era estremamente stimolante per uno come me, che ha dedicato la propria vita professionale alla qualità. Stimolante sia per il contesto in cui UNI operava, sia per la dimensione dell’Ente che era quella ideale per poter lavorare in “gruppo”.
Oggi, a distanza di più di dieci anni è arrivato il momento del commiato e di tirare le somme. Posso dire con assoluta certezza di essere più che contento di aver accettato quella sfida. Questi anni in UNI, sono stati per me una esperienza indimenticabile. Quello che allora non potevo sapere erano il calore, l’impegno e la professionalità che avrei trovato nell’UNI.
Nei primi anni, i successi dell’Ente potevano essere attribuiti ad una presidenza particolarmente “forte” che accentrava su di sé anche molta operatività. Pian piano, però, la struttura ha risposto in maniera egregia agli stimoli. Abbiamo, tutti insieme, ridefiniti ruoli e responsabilità assegnando maggiori deleghe ai vari livelli, abbiamo riorganizzato il lavoro per migliorarne l’efficienza, abbiamo facilitata la partecipazione agli organi tecnici, abbiamo sviluppati prodotti e servizi nuovi. Ma la cosa che ritengo più importante, e che mi ha dato la maggiore soddisfazione, è stato il passaggio da una gestione che vedeva le diverse funzioni in competizione conflittuale fra loro, ad un nuovo modo di lavorare con un forte spirito di squadra.
In alcuni casi si sono dovute prendere decisioni difficili ed anche dolorose, che hanno però sempre trovato risposte serene e mature da chi ne veniva coinvolto.
Tutto questo ha portato a significativi risultati.
Solo per citarne alcuni, basti pensare che dal ’92 ad oggi, i proventi sono cresciuti del 70% circa; le norme pubblicate per anno sono passate da 624 a 1.324 (+112%), mentre le pagine pubblicate sono passate da 8.137 a 27.270 (+235%).
I soci al 31 dicembre 2002 erano 7.429, con un incremento del 113% rispetto al 1992.
A fronte di ciò, il personale è cresciuto, negli stessi anni, di sole 23 unità (+23%).
Ottimi rapporti sono anche stati consolidati, nel tempo, con i nostri interfaccia a livello internazionale in CEN ed ISO, ove l’UNI ha sempre mantenuto un ruolo di primaria importanza.
Risultati che sono stati raggiunti solo grazie all’abnegazione di quanti (dipendenti, soci, Enti federati e Punti UNI), facendo parte della nostra famiglia, hanno dedicato il loro tempo e la loro professionalità per il successo dell’Ente.
E’ a questi che va il mio più sentito ringraziamento per le soddisfazioni che hanno voluto darmi ed è con tranquillità che, ora, lascio l’Ente in buone mani; lo lascio ad un direttore che ha collaborato con me in tutti questi anni (siamo entrati insieme all'UNI) e che ha abbondantemente dimostrato di poter tenere con sicurezza il timone; lo lascio ad una struttura ormai matura; lo lascio ai soci che ne fanno la forza.
Al nuovo direttore, ed a tutti voi, vadano i miei migliori auguri.

Paolo Morelli


IL SALUTO DEL NUOVO DIRETTORE

Alessandro Santoro - Direttore generale UNI Al momento della votazione, per la nomina del nuovo direttore generale, un caloroso applauso del Consiglio direttivo dell’UNI ha associato Paolo Morelli al sottoscritto, sottolineando l’unanime auspicio di un passaggio generazionale all’insegna della continuità.
Per la prima volta nella storia dell’Ente, un direttore generale viene scelto tra il personale dipendente ed a questo si è giunti dopo un lungo, e sempre più intenso, tirocinio che, per il sottoscritto, è iniziato nel 1995 ed ha trovato il momento delle “prove generali” a partire dall’autunno del 2000, con la nomina a direttore operativo: il coordinatore di oltre il 90% degli uffici e del personale dell’UNI, dall’area tecnica all’informatica, dal commerciale all’amministrazione, non trascurando servizi generali ed editoria.
Continuità! In UNI, la continuità non intende garantire il solo mantenimento dei valori e delle professionalità acquisiti, ma deve sviluppare le sinergie necessarie al miglioramento continuo della produttività e dei servizi erogati, nell’interesse dei propri soci e dell’intera comunità nazionale.

Non sarà semplice per l’UNI riuscire a porre in essere, e sviluppare, i progetti di medio termine con le risorse economiche e di personale a disposizione. Nell’ultimo biennio si è dovuto riscontrare un rallentamento del ritmo di crescita, consolidato da tempo, e la situazione economica generale del Paese, non diversa da quella dell’intera Unione Europea, non lascia spazi per garantire, a breve, il tempo di rapide riprese.
Occorre pertanto individuare innovative forme di risparmio sui costi per rendere l’Ente più flessibile e pronto ad affrontare le difficoltà che potrebbero sopraggiungere, in assenza di una tempestiva ripresa dell’economia nazionale. A questo occorre naturalmente affiancare un miglioramento generale dei prodotti e dei servizi offerti dall’UNI, intensificando gli investimenti in alcune attività, quale ad esempio la formazione, che affiancano la produzione istituzionale.
Al momento non si rendono necessari radicali cambiamenti strutturali, ma solo un doveroso assestamento dovuto all’uscita di Paolo Morelli ed alla modifica dell’organizzazione delle funzioni di direzione. Solo la rilettura dei progetti esecutivi avviati per dare concretezza alle linee strategiche di sviluppo, approvate dal Consiglio direttivo nello scorso inverno, potrà consentire l’avvio di specifiche revisioni funzionali, finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi prestati, in una generale verifica dell’economicità di gestione.

Occorrerà rivitalizzare i rapporti, e creare nuove sinergie, con gli Enti federati, ponendo in essere una serie di attività comuni che, pur garantendo la naturale visibilità delle parti, consenta di presentarsi in maniera univoca, incidendo positivamente sui rispettivi costi.
Sarà necessario rendere operativo il progetto che porterà i Punti UNI a diventare, da meri distributori di informazioni e di pubblicazioni, a divulgatori della missione dell’Ente e sviluppatori di nuove collaborazioni, a centri di informazione/formazione permanenti per migliorare la coscienza normativa nelle imprese, nella PPAA, nei consumatori. Dovremo aumentarne il loro numero per garantire una presenza territoriale più vicina all’utenza.
Sarà necessario consolidare e migliorare i rapporti in essere con il mondo imprenditoriale, ma anche aprirsi alle realtà che storicamente sono state assenti dalle nostre attività e, con ognuno, con le collaborazioni più idonee. Non si dovranno trascurare le amministrazioni centrali e gli enti tecnici dello Stato, ma anche sviluppare sinergie con gli enti locali, alla luce dei nuovi compiti costituzionali loro assegnati. Dovremo infine renderci sempre più disponibili al cittadino, al cosiddetto consumatore, che dovrà trovare nelle nostre attività un punto di riferimento tecnico, al di sopra delle parti, pronto ad individuare le soluzioni più idonee a soddisfare le sue esigenze.
Solo così sarà possibile allargare la base associativa e renderla adeguata, come consistenza, a quella degli enti di normazione dei maggiori paesi dell’Unione Europea. Il ruolo ed i riconoscimenti ottenuti in questi ultimi anni dall’UNI, in ambito europeo ed internazionale, devono spronarci ad aumentare gli sforzi perché il Paese sia da noi degnamente e utilmente rappresentato in tali contesti.

Non sarà facile, ne sono conscio. Ma credo nella disponibilità e nella collaborazione degli Enti federati e dei Punti UNI. Confido nell’impegno professionale delle migliaia di tecnici che giornalmente i nostri soci dedicano al supporto delle attività dell’Ente. Sono certo, infine, della condivisione di questi obiettivi da parte del personale dell’UNI e conosco la forza della dedizione e dell’intelligente supporto che saprà fornire, consentendomi di affiancare positivamente il presidente ed il Consiglio direttivo in questa sfida.

In fondo, come dissi ai componenti del Consiglio direttivo nelle poche e commosse parole di ringraziamento, la mia nomina non è la vittoria del singolo, ma il riconoscimento al personale dell’UNI di essere talmente maturato professionalmente da essere finalmente in grado di esprimere, dal proprio interno, non solo il direttore generale, ma anche le più alte funzioni direttive dell’Ente.
Buon lavoro!

Alessandro Santoro
Direttore generale UNI
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