Il CEI ospiterà a Firenze, dal 14 al 20 ottobre di quest'anno, la 65ª Riunione Generale IEC, a 23 anni
dalla precedente che si tenne pure a Firenze nel 1978.
L'evento vedrà riuniti in Italia i rappresentanti di tutte le più importanti aziende elettrotecniche ed
elettroniche mondiali: è quindi una importante occasione di incontro e di confronto per l'industria
italiana del settore che ha dimostrato di gradire l'occasione fornendo al CEI il proprio supporto e
sponsorizzando molte manifestazioni.
Si prevede la partecipazione di più di 1000 esperti in 35 Comitati e Sottocomitati, che trattano
argomenti come: apparati ferroviari, installazioni elettriche a bordo di navi, condensatori, apparecchi
elettrodomestici, apparecchi elettromedicali, apparecchiature per la tecnologia dell'informazione,
sistemi ed apparecchiature audio e video, impianti industriali ad alta tensione, compatibilità
elettromagnetica, impianti di protezione contro i fulmini, esposizione umana ai campi elettromagnetici.
Firenze, città della cultura e dell'arte e città del mondo, sarà la cornice ideale di questo evento.
Il momento in cui si svolge il General Meeting è di grande rilievo sotto molti aspetti, ma ve ne è
certamente uno che non può essere ignorato perchè oggetto di un acceso dibattito. Mi riferisco al tema
della globalizzazione.
La normativa tecnica volontaria, che è stata nel recente passato uno strumento importante nella creazione
del Mercato Unico Europeo, mediante la rimozione delle così dette barriere tecniche agli scambi, è ora
chiamata a svolgere un analogo compito a livello mondiale, a supporto della World Trade Organization e
in particolare del suo Comitato TBT (Technical Barriers to Trade).
Come le recenti contestazioni in diversi Paesi hanno dimostrato, il processo di globalizzazione provoca
il dissenso di alcuni strati della popolazione a livello forse più epidermico che consapevole.
Il processo di globalizzazione ha certamente in sè un altissimo potenziale, tenuto conto delle grandi
masse della popolazione mondiale non ancora sostanzialmente toccate dallo sviluppo tecnologico che ha
sinora riguardato solo alcune parti privilegiate del pianeta. Se ben guidato, esso può essere fonte di
elevazione per molti Paesi del Terzo mondo, altrimenti può facilmente comportare il rischio di
rivolgimenti violenti che ogni fenomeno di rapida rottura di equilibri precostituiti comporta.
In ogni caso, nella presente situazione in cui tutti i muri e gli steccati che dividevano il mondo in
compartimenti stagni sono caduti, in cui le connessioni aeree collegano i punti più remoti del pianeta
entro le 24 ore, in cui la rete delle telecomunicazioni e le tecnologie informatiche consentono lo
scambio delle informazioni in tempo reale, tale processo non è evitabile nè procrastinabile. Esso va
quindi affrontato con la consapevolezza e la determinazione necessarie a massimizzarne i benefici e a
ridurne i rischi.
Rispetto ad altre organizzazioni, attive in questo processo, che sono state criticate per la scarsa
trasparenza e democraticità, esse offrono le massime garanzie sotto questi aspetti. L'intero processo
di predisposizione ed approvazione delle norme si basa sul principio del raggiungimento del consenso e
sulla pratica dell'inchiesta pubblica.
Tutta la storia della IEC, che celebrerà il suo centesimo anniversario nel 2006, attesta questi fatti.
Anche sotto questo aspetto dobbiamo essere grati alla lungimiranza di quegli uomini, scienziati, tecnici
ed industriali che un secolo fa posero le basi di questa costruzione a livello mondiale e nazionale.
Pur avendo lo sguardo rivolto al futuro, non possiamo nè dobbiamo dimenticare l'esempio che ci hanno
dato. Come già detto, le organizzazioni internazionali della normativa: l'IEC, l'ISO e l'ITU hanno un
compito importantissimo da svolgere.
In questo spirito, come italiani, europei e cittadini del mondo, avremo il piacere e l'orgoglio di
ricordare durante una apposita sessione del General Meeting dell'IEC a Firenze la figura e l'opera di
Giovanni Giorgi che, proprio cento anni fa, pubblicava sul Giornale dell'AEI il famoso articolo
contenente le sue proposte sulle unità di misura.
Tali proposte costituiscono il coronamento dell'opera iniziata durante la Rivoluzione Francese con
l'introduzione delle unità di misura meccaniche e sono alla base del successo ottenuto dal Sistema
Internazionale nel suo affermarsi come sistema di misura universale.
|